Lunedì, 19 Aprile 2021

Claudio Amendola: “Dovevo iniziare a girare 'Cassamortari', ma non me la sono sentita”

"E’ una black comedy. In questo momento non ce la sentivamo”, ha dichiarato l’attore anticipando il titolo della serie tv rimandata di un anno

Claudio Amendola

Il 4 maggio avrebbe dovuto iniziare a girare una nuova fiction dal titolo 'Cassamortari', ma Claudio Amendola ha preferito rimandare di un anno, visto il momento drammatico che stiamo vivendo. “E’ una black comedy. In questo momento non ce la sentivamo”, ha dichiarato l’attore in un’intervista a Repubblica: “Vogliamo capire quando si potrà tornare a scherzare sulla morte. L'ironia e il grottesco ci salvano la vita, sono fondamentali. Per ora siamo fermi: vediamo in che modo ripartiremo".

Oggi, mercoledì 20 maggio, l'attore torna su Rai1 con le repliche di 'Nero a metà', serie di successo trasmessa nell’autunno 2018 in cui veste i panni dell’ispettore di Polizia Carlo Guerrieri: "Lo hanno scritto pensando a me, imperfetto con una grande umanità, che poi è la particolarità della fiction di Rai1" commenta Amendola a proposito del suo personaggio. E sui ruoli che ha interpretato: “I cattivi mi sono sempre piaciuti di più”, dice, “Poi dipende. Mi piace farli un una storia in cui siano giustificati, dover poter trovare una motivazione. L'unica domanda che mi faccio è: 'Ma a questo da piccolo che gli è successo?".

Nero a metà, la trama della fiction in replica su Rai1

Al centro della storia di ‘Nero a metà’ due poliziotti che più diversi non si può: Carlo Guerrieri (Claudio Amendola) e Malik Soprani (Miguel Gobbo Diaz). Li dividono il carattere, gli studi, la provenienza e un altro, trascurabile, particolare: il colore della pelle. Carlo all'Esquilino ci è nato e ci vive da sempre, anche se adesso a dire il vero - fra tutti quei volti esotici che affollano i dintorni di Piazza Vittorio - ormai si sente straniero a casa sua. Malik invece è nero, ma italiano di adozione: è cresciuto in una famiglia italiana e ha studiato a Roma, che ormai è diventata casa sua. Le differenze fra i due però non finiscono qui: Carlo è un po' ciancicato e viene dalla strada, è un bravo poliziotto ma a causa del suo carattere testardo e ribelle non ha fatto la carriera che meritava. Malik di anni ne ha sì e no 30 ed è fresco di accademia (era proprio il primo del suo corso), perfettino, modaiolo, gli piacciono i gingilli elettronici che al contrario Carlo detesta. E' chiaro che due così non possono andare d'accordo, ma il caso (e il dirigente del commissariato) vuole che siano costretti a lavorare insieme. Caso dopo caso il loro modo di indagare si completa e si integra: diventano una fantastica coppia operativa, spalleggiata da una squadra affiatata e da un giovane medico legale: Alba (Rosa Diletta Rossi), la figlia che Carlo ha cresciuto da solo, senza una moglie, scomparsa misteriosamente un giorno di tanti anni fa. 

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