Martedì, 2 Marzo 2021
due mesi di carcere convertiti in multa

La Iena Luigi Pelazza condannato per violenza privata

L'inviato aveva cercato di intervistare la giornalista Guia Soncini nel palazzo dove vive, a Milano, opponendosi al suo rientro in casa. Il Tribunale di Milano ha inflitto due mesi di carcere, convertiti in una multa da 15 mila euro

L'inviato de Le Iene Luigi Pelazza

Il Tribunale di Milano ha condannato l'inviato de 'Le Iene' Luigi Pelazza a due mesi di carcere, convertiti su richiesta dell'imputato alla pena pecuniaria di 15 mila euro e sospesa, per il reato di violenza privata ai danni della giornalista Guia Soncini. Lo riporta l'Agi, che fa sapere anche dell'assoluzione dell'altro imputato, il cameraman Osvaldo Camillo Verri, "per non aver commesso il fatto", in quanto non è certo fosse presente quel giorno.

I fatti risalgono al 19 settembre 2015, quando - si legge nel capo d'imputazione riportato dall'Agi - Pelazza e Verri "dopo essersi introdotti indebitamente", fingendosi dei corrieri, nel palazzo in cui vive la Soncini, "con violenza esercitata in modo idoneo a privare coattivamente della libertà di determinazione e di azione della parte offesa, le impedivano di accedere alla palazzina e con analoga violenza le impedivano di fare rientro nella propria abitazione, costringendola a tollerare la loro presenza con una serie insistente di domande alle quali la parte offesa dichiarava da subito di non voler rispondere". 

"Condannato il 'metodo Iene'"

Piena soddisfazione per l'accusa. "È una sentenza importante - ha fatto sapere il legale di Guia Soncini, Davide Steccanella - perché ha stabilito che no sempre il 'metodo Iene' è scusato dal pure legittimo diritto di cronaca. In questo caso si era trattato di un vero e proprio agguato nel cortile interno di un palazzo privato, impedendo alla mia cliente di fare rientro in casa propria fino all’arrivo delle forze dell'ordine per confezionare un servizio a effetto". Pelazza voleva inervistare la giornalista in merito a un'inchiesta in cui era coinvolta, per la quala era stata successivamente assolta. "Uno sconosciuto non invitato a entrare non può imporre la propria presenza in casa tua - ha scritto la giornalista - Neanche se dotato del superpotere televisivo e convinto quindi di godere d’immunità diplomatica".

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La Iena Luigi Pellazza: “Ricorreremo in Appello e in Cassazione”

“Accettiamo questa sentenza ma è ovvio che riteniamo di non aver sbagliato, quindi ricorreremo in Appello e in Cassazione. Questo è sicuro, perché non è nostra abitudine usare violenza nei confronti delle persone, e soprattutto delle donne. Ma ti pare che noi andiamo a usare violenza, ingiuriare, molestare? Assolutamente no”: così l'inviato delle Iene Luigi Pelazza commenta all'Adnkronos la condanna del Tribunale di Milano per violenza privata nei confronti della giornalista Guia Soncini.

"All'inizio il pm aveva chiesto nove mesi e 20mila euro di provvisionale, che poi sono stati sensibilmente ridotti a due mesi, convertiti 15mila euro di multa, e 2mila euro a lei", spiega l'inviato che ricostruisce l'episodio: "Quando sono stato interrogato, non mi accusavano di aver dato informazioni sbagliate, diffamatorie, o simili. Tutto era incentrato sull'atteggiamento che io avrei avuto nei confronti della Soncini". Pelazza spiega: "Fermo restando che noi nel nostro programma siamo abituati ad andare a fondo alle cose, quel giorno è successo questo. Noi l'abbiamo aspettata all'ingresso del suo cortile. Lei ci ha riconosciuti, ha tentato di entrare nell'androne, e in effetti riguardando il filmato io, cercando di avvicinare il microfono, mi sono messo in mezzo fra lei e lo stipite della porta. Quindi è possibile che io le abbia impedito per un secondo di chiudere. Un secondo uno", dice l'inviato de 'Le Iene'.

“Poi lei è entrata in ascensore, ma si è seduta lì a parlare con noi e abbiamo parlato - ricorda Pelazza - E siamo andati via. Il giudice ha ritenuto che questo tipo di atteggiamento non è consono, perché poteva essere non violento, ma infastidente. Sottolineo che lei ha chiamato la polizia davanti a noi, dicendo 'ci sono delle persone che mi stanno importunando ma non so chi siano'. Ma come non sai chi siano!", aggiunge l'inviato.

E alla domanda se questa condanna lo scoraggi, Pelazza risponde immediato: "Scoraggiarmi? Assolutamente no. Noi non vogliamo dar fastidio. Cerchiamo di arrivare a scoprire qualcosa di più, poi capitano anche questi episodi. Se lei si fosse fermata, avesse risposto alla domanda, la cosa sarebbe finita lì. Andrò avanti, certo però che è una lezione. Ovvio che la prossima volta manterremo di più la distanza sociale", sorride l'inviato.

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