Venerdì, 5 Marzo 2021

Corona dopo la prima nuova notte in carcere: “E’ abbattuto”

A riferirlo è uno dei suoi legali, Ivano Chiesa, che l'ha incontrato a San Vittore dove l'ex re dei paparazzi è recluso da ieri

Fabrizio Corona

Fabrizio Corona è tornato in carcere ieri dopo la sospensione dell'affidamento terapeutico decisa dal giudice della Sorveglianza.

A qualche ora dalla sua prima nuova notte a San Vittore, il suo legale Ivano Chiesa ha parlato dello stato d’animo del suo assistito, definito “abbattuto” ma anche "pronto a reagire" e a comprendere che d'ora in avanti non potrà più lasciarsi andare ad "eccessi e a comportamenti sopra le righe". L’avvocato, inoltre, - riporta l’Ansa - ha precisato che il magistrato Simone Luerti che ha deciso lo stop dell'affidamento, concesso più di un anno fa, per una serie di violazioni delle prescrizioni anche legate a sue apparizioni in tv, "è una gran brava persona e non poteva fare altro".

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Corona dal carcere: “Non ho commesso alcun reato”

Corona resta, dunque, a San Vittore. E’ sempre l’Ansa a riferire che a chi è andato a trovarlo l’ex re dei paparazzi ha dichiarato che quelle violazioni erano legate "al mio lavoro, non ho commesso alcun reato”, ma il difensore gli ha spiegato che non può continuare ad eccedere nei comportamenti. Lo stesso giudice parla di un "conflitto" interno tra una "volontà di migliorare" e una "resistenza" ad attenersi al percorso di recupero.

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Corona torna in carcere: i motivi della decisione

La decisione di sospendere il regime di affidamento terapeutico che era stato concesso a Fabrizio Corona per curarsi dalla dipendenza psicologica dalla cocaina è stata presa dal giudice Simone Luerti in seguito alle violazioni commesse infrangendo le diverse restrizioni che doveva rispettare dopo i numerosi guai giudiziari. A fine febbraio il magistrato del tribunale di sorveglianza aveva diffidato l'ex "re dei paparazzi” imponendogli di non lasciare più la Lombardia per serate e programmi televisivi fino al 30 marzo. L'ex agente fotografico era uscito di galera un anno e un mese fa, precisamente lo scorso 21 febbraio 2018. Adesso si aspetta la decisione del tribunale di Sorveglianza che dovrà decidere se cancellare definitivamente l'affidamento o farlo proseguire: l'udienza dovrà essere fissata entro 30 giorni.

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