Venerdì, 25 Giugno 2021
dietro lo show

"Così nasce una puntata di Cortesie per gli ospiti": in sala montaggio con Valentina D’Ambrosio

Con la montatrice del programma prodotto da Banijay Italia abbiamo indagato tra i particolari di una fase di realizzazione fondamentale per il successo (o l’insuccesso) di una trasmissione televisiva come di un film, un momento così appartato rispetto alla risonanza dello show da risultare, forse proprio per questo, ancor più affascinante

I giudici di ‘Cortesie per gli ospiti’ Diego Thomas, Csaba Dalla Zorza e Roberto Valbuzzi

Difficilmente alla fine di un film o di un programma si ha la pazienza, la voglia, la curiosità di restare ancora seduti a leggere il lungo elenco di nomi e cognomi che hanno contribuito a realizzarli. Non a caso si definisce ‘titoli di coda’  la lista comprensiva di tutti coloro che hanno partecipato al compimento di quanto è stato trasmesso su uno schermo, e a volte capita pure che le tempistiche impongano uno scorrimento talmente veloce di quella colonna di scritte da risultare indecifrabili anche a chi, magari, la curiosità di prestare attenzione ai singoli ce l’avrebbe pure.

Ecco, tra loro, tra le cosiddette maestranze del mondo dello spettacolo che nell’anonimato generale svolgono professioni fondamentali per la riuscita di una produzione audiovisiva, c’è anche una figura, quella del montatore, che contribuisce al risultato in modo determinante.   

Ma cosa fa esattamente un montatore? In che consiste il lavoro di questi professionisti che – per dirla con le parole usate da Micaela Ramazzotti durante gli ultimi David di Donatello – “hanno qualcosa di magico nella loro riservatezza, nel loro saper capire e perdonare, abituati come sono a cercare il meglio in quel mucchio di immagini e suoni che qualcun altro ha realizzato”?

Per capirlo abbiamo intervistato Valentina D’Ambrosio, montatrice di professione da 21 anni (in passato ha lavorato, tra gli altri, a programmi come Quattro Matrimoni Italia, Il bianco e il nero, C’è posta per te, Atlantide, Sono innocente) e da tre anni impegnata nel programma prodotto da Banijay Italia ‘Cortesie per gli ospiti’ in onda su Real Time e Discovery+. Insieme a lei abbiamo indagato tra i particolari di una fase di realizzazione fondamentale per il successo (o l’insuccesso) di un programma come di un film, un momento così appartato rispetto alla risonanza dello show da essere, forse proprio per questo, ancor più affascinante.

Cosa fa esattamente un montatore e come si rapporta con il regista? 

È sempre molto difficile far capire a chi non è del mestiere cosa faccia realmente un montatore. Allora direi che il montatore è colui che chiude il cerchio. Se pensiamo alla realizzazione di un film, diremmo che il regista è il visionario, colui che ha pensato e immaginato qualcosa a cui lo sceneggiatore ha dato voce attraverso le parole che poi sono pronunciate dall'attore e così via. Potrei continuare con i direttori della fotografia, gli scenografi, i costumisti e tutti coloro che lavorano alla realizzazione di un progetto, ma diciamo che essendo una montatrice ho fatto dei tagli… Deviazione professionale, mi scuso! (ride, ndr). Arrivo al dunque: ebbene quando tutto questo materiale arriva in sala di montaggio, come se fosse un puzzle, sta a noi montatori dargli vita in base a ciò che vuole il regista, ma sopratutto a cosa vuole trasmettere attraverso di esso. Qui prende forma il tutto, con una costante e continua collaborazione tra regista e montatore che lavorano a stretto contatto affinché da tutta quella apparente confusione esca un racconto chiaro, nitido e, cosa fondamentale, capace di fare emozionare.

Stanley Kubrick raccontava di amare profondamente la fase del montaggio: “È l’unico aspetto del cinema che non assomiglia a nessun’altra forma d’arte. Un momento la cui importanza non può essere sovrastimata. Può fare o rompere un film”. Ci spiega quanto conta questa fase nella riuscita di un film o di una produzione televisiva? Quanto c’è del senso artistico, della sensibilità propria di ciascuno montatore in ogni lavoro? 

Come detto prima, il ruolo del montatore è assolutamente necessario. Anche se bisogna seguire la sceneggiatura di un film o la scaletta di un programma, durante il montaggio tutto può cambiare e spetta proprio al montatore trovare la chiave giusta “per fare e non rompere un film”, come diceva Kubrick. Ed è questa la parte più affascinante di tutta la fase creativa. Uno degli aspetti più importanti e decisivi dell'apporto del montatore è proprio dare vita alle emozioni che il regista vuole trasmettere. Un film provoca ansia, fa commuovere, suscita una qualsiasi emozione proprio grazie alla sequenza di immagini, all'attesa di uno stacco, alla dilatazione del tempo, a un primo piano intenso e prolungato: è così che lo spettatore diventa partecipe di quelle emozioni e quindi ne rimane coinvolto. Il montatore deve sempre tenere conto di tre elementi strettamente connessi tra loro che non possono mai essere trascurati: emozione, racconto e ritmo. Ed è per questo che deve avere sempre ‘la lucidità del taglio’ e, in alcuni casi, eliminare scene o situazioni proprio per tutelare la fluidità del racconto.

In questo periodo sta lavorando al programma tv in onda su Discovery+ e Real Time ‘Cortesie per gli ospiti’ che non ha un conduttore ed è scandito da una scaletta uguale in ogni puntata dove molto conta il ritmo determinato dal montaggio. Come nasce una puntata e quanto tempo ci vuole per prepararne una?

‘Cortesie per gli ospiti’ è un programma a cui sono molto affezionata, lavorandoci ormai da tre anni con una squadra fortissima di cui sono fiera di far parte. Per quanto riguarda le tempistiche non saprei risponderle con esattezza, ci sono tantissimi reparti che concorrono alla realizzazione di una puntata. La casa di produzione Banijay Italia mette in campo tutte le professionalità, dai casting a tutto ciò che concerne l’organizzazione, le riprese, il montaggio e la post produzione: diciamo che c’è tantissimo lavoro dietro e i tempi variabili. Ma le posso sicuramente dire, invece, che anche se la scaletta del programma va assolutamente rispettata, ogni puntata offre lo spunto per creare qualcosa di diverso ogni volta, grazie ai singoli concorrenti e alle loro diversità e a ciò che succede sul set.

Immagino che anche la preparazione e la professionalità dei protagonisti di un girato - in questo caso i giudici Csaba dalla Zorza, Roberto Valbuzzi e Diego Thomas - siano molto d’aiuto al montatore... Per restare nel tema del programma, da montatrice che voto darebbe a ognuno di loro? 

I tre giudici sono il fulcro di questo programma e se proprio dovessi dare un voto a Csaba, Roberto e Diego darei un 10 e lode! Ma sono certa che loro non sarebbero cosi clementi se dovessero essere miei ospiti, perché non so cucinare, ho la casa piena di faretti e non ho i cucchiaini da tè... (ride, ndr).

In ‘Cortesie per gli ospiti’ il montatore si limita a seguire delle indicazioni o può mettere del suo nella scelta delle immagini da inserire?

L'autore responsabile della puntata ci dà delle indicazioni rispetto a quello che è successo sul set e su ciò che vorrebbe che fosse raccontato, se ci sono stati dei momenti divertenti, gaffe da sottolineare, momenti da sostenere o da tagliare. Per quanto riguarda la realizzazione e il modo di enfatizzarli siamo piuttosto liberi, ogni guizzo creativo è sempre ben accetto, ma alla fine della lavorazione la puntata viene sempre supervisionata.

Oltre alle immagini, è fondamentale anche la scelta della musica e delle canzoni che fanno da sottofondo a ogni scena: si scelgono in base a un gusto personale o ci sono dei criteri prestabiliti?

Dipende dal programma che si sta realizzando, in alcuni casi ci si affida ad un consulente musicale, in altri la scelta è affidata ai montatori, ma ovviamente deve essere sempre in linea con la tipologia di programma che si sta facendo e alla fascia di pubblico a cui ci si sta rivolgendo.

C’è differenza tra il montaggio di un programma che va in onda quotidianamente e uno settimanale?

A livello di montaggio e di cura del prodotto non ci sono differenze. La diversità sta nella tipologia di programma e per ognuno di essi c'è bisogno di un approccio diverso.

Come si diventa montatori professionisti?

Le strade sono tante. Io, per esempio, nata a Lecce, ho dovuto lasciare la mia città per perseguire questo obiettivo, andando a studiare a Milano all’Istituto Superiore di Comunicazione e a Roma, all'Accademia di Cinema e Televisione Griffith, così da cominciare ad apprendere tutti gli aspetti e le varie competenze di questo mestiere. Dopo lo studio è stato assolutamente necessario seguire dei montatori professionisti, per carpirne sia gli aspetti tecnici che artistici. Ma ognuno arriva a fare questo mestiere in modo diverso, l'unico vero comune denominatore è la passione che ci ha spinti a fare uno dei lavori più belli che esistano.

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