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Sabato, 29 Gennaio 2022

Il Covid in tv è più trash di Barbara d'Urso

In principio era la 'tv del dolore', con casi di cronaca nera srotolati come soap opera, in pieno pomeriggio, tra un blocco pubblicitario e l'altro, tirando dentro i protagonisti e le loro lacrime, pronti a soddisfare la morbosità crescente di un pubblico sempre più abituato all'orrore della porta accanto. Poi, complici l'indignazione dilagante e feroci attacchi a cui seguivano puntualmente giustificazioni dietro le parole 'infotainment' e 'diritto di cronaca' (legittimato dalla stramenzionata testata giornalistica Videonews), Barbara d'Urso ha cambiato registro. E' arrivato così il momento del 'caffeuccio' da prendere in compagnia di casalinghe bramose di gossip, esclusive e buste shock, colonizzando il palinsesto dal daytime alla prima serata - negli ultimi anni fino a 6 giorni su 7 - con personaggi discutibili (e discussi), storie bislacche e sceneggiate epiche. Fino allo stop, un freno tirato quest'anno dai vertici Mediaset per arginare la deriva trash presa dall'ammiraglia di casa negli ultimi anni. 

Missione compiuta. La svolta di Barbara d'Urso, passata dall'egemonia a poco più di un'ora e dieci di trasmissione al giorno, dal lunedì al venerdì, tranquillizza l'azienda in quel di Cologno Monzese e non dispiace al pubblico. Stile più asciutto e decisamente tra le righe, contenuti sobri, come gli ospiti, professionalità impeccabile: l'etichetta di 'tv spazzatura' Carmelita se l'è bella che scrollata di dosso. Gli amanti del genere, però, non sono rimasti a bocca asciutta. Se da una parte sono usciti di scena il 'guru' delle diete Alberico Lemme, il Ken umano e vip generatori di codici sconto sui social, dall'altra sono entrati i nuovi mostri del piccolo schermo che si sono iniziati a far conoscere ormai più di un anno fa con l'avvento del Covid.

Virologi e scienziati sono i nuovi opinionisti, giornalisti e conduttori arbitri di una partita che sembra andare avanti a oltranza, dove non mancano invasioni di campo con inevitabili risse. E loro non sempre sono in grado di usare fischietto e cartellini. Il confronto più o meno pacifico, ma senza alcun dubbio costruttivo e informativo, della prima ondata, è un lontano ricordo. Il vaccino ha fatto da spartiacque, con programmi che cavalcano la cresta dell'onda (pochi) e altri che sprofondano negli abissi, dando spazio al peggio. Il problema non è tanto - come controbattono in molti tra gli addetti ai lavori - se invitare o meno i no vax nelle trasmissioni, ma come viene gestito il dibattito. A poco servono le ferie prolungate per Mario Giordano e Paolo Del Debbio, accusati di calcare troppo la mano nei loro programmi sulla questione no vax, se basta cambiare canale per incappare nell'ennesima bagarre tra esperti e negazionisti o chi per loro. Gli insulti volati a Cartabianca, su Raitre, fra Scanzi e Contri, con Bianca Berlinguer incapace a placare gli animi dei suoi ospiti finché il docente universitario non ha lasciato inviperito lo studio, è solo il più recente degli esempi. Un altro indimenticabile abbandono è stato quello di Matteo Bassetti, tra i più presenzialisti della comunità scientifica nei talk show e con il debole per la telecamera (per sua stessa ammissione), che a novembre ha sbattuto la porta di Piazzapulita in faccia a un attonito Formigli dopo essere stato attaccato dal giurista Ugo Mattei. Lo stesso Bassetti che sempre a Cartabianca, lo scorso marzo, redarguì Simona Ventura, lanciatissima nel dare consigli su come curare il Covid e invitata dall'infettivologo a fare la conduttrice e basta. Ce ne sono da ricordare anche su Fabrizio Pregliasco - allo scontro prima con Sgarbi, poi con Borgonovo e senza risparmiare Paolo Brosio, tutti su La7 - e ancora Andrea Crisanti e Ilaria Capua, che bacchetta i colleghi in collegamento dalla Florida e si prende della "veterinaria" da Bassetti, incontenibile. 

Zuffe tra 'prime donne', siparietti urlati degni di reality in crisi d'ascolti, cadute di stile che neanche in un'osteria a fine serata. E il sensazionalismo, che spesso non è da meno nella narrazione televisiva del Covid, come Massimo Giletti insegna invitando a Non è l'Arena il medico no vax che si è presentato alla vaccinazione con un braccio di silicone. In pratica la nuova frontiera del Ken umano. Siamo sicuri che l'emergenza sia solo quella sanitaria? Anche la tv non sembra godere di ottima salute.

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