Lunedì, 26 Luglio 2021
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In demolizione la Vela Verde di Scampia, il post Donna Patrizia di 'Gomorra'

L'attrice partenopea Cristiana Dell'Anna: "Avrei preferito che fossero state recuperate"

Cristiana Dell'Anna

Nelle ore in cui è in corso la demolizione della Vela Verde di Scampia, l'attrice partenopea Cristiana Dell'Anna, famosa per aver interpretato 'Donna Patrizia', boss della camorra nella fortunata serie tv 'Gomorra', ha scritto un lungo post indirizzato proprio alle Vele del quartiere napoletano, in particolare alla vela Verde. Di seguito il testo integrale. 

"Non posso nascondere a me stessa che una parte di me è triste al pensiero che la Vela Verde verrà abbattuta - si legge - Quaranta giorni di morte lente per quello che, sì è vero, è stato teatro (reale e di finzione) di malavita. Ma è pur sempre vita. In quelle vele ci hanno abitato, quelle vele hanno rappresentato la necessità di miglioramento, la richiesta di uno sguardo, di attenzione, di una mano. Allora, che buttarle giù non sia solo un voler ripulire la faccia per dimenticare di nuovo tutto. Avrei certo preferito, nel mio mondo ideale, che fossero state recuperate, trasformate in qualcosa di grandioso, una università o un museo di arte, qualcosa che simboleggiasse la rinascita. Ma si sceglie di mandarle giù. Per ragioni che non so, forse di costi, forse chissà. Va bene. Ma non dimenticherò mai. Quando il male ti tocca, quando lo vedi, anche quando lo interpreti solamente, ti cambia, ti apre gli occhi. Il cuore ti sanguina e lo porterai sempre con te. Ti aiuterà forse ad acuire il pensiero e sofisticare l'anima, per metterla un po' come Robert Musil ne 'I turbamenti del giovane Torless'. Perché questo mi suscitano le vele: turbamento di gioia e dolore, casa e prigione, odio e profondissimo amore. E' difficile parlarne. E' difficilissimo. Ti voglio bene Scampia. Ti voglio bene". “

Non posso nascondere a me stessa che una parte di me è triste al pensiero che la Vela Verde verrà abbattuta. 40 giorni di morte lenta per quello che, si è vero, è stato teatro (reale e di finzione) di malavita. Ma è pur sempre vita. In quelle vele ci hanno abitato, quelle vele hanno rappresentato la necessità di miglioramento, la richiesta di uno sguardo, di attenzione, di una mano. Allora, che buttarle giù non sia solo un voler ripulire la faccia per dimenticare di nuovo tutto! Avrei certo preferito, nel mio mondo ideale, che fossero state recuperate, trasformate in qualcosa di grandioso, una università o un museo di arte... qualcosa che simboleggiasse la rinascita, ma si sceglie di mandarle giù. Per ragioni che non so, forse di costi... forse chissà. Va bene. Ma non dimenticherò mai. Quando il male ti tocca, quando lo vedi, anche quando lo interpreti solamente, ti cambia, ti apre gli occhi. Il cuore ti sanguina e lo porterai sempre con te. Ti aiuterà forse ad acuire il pensiero e sofisticare l’anima, per metterla un po’ come Robert Musil, ne’ I turbamenti del giovane Törless. Perché questo mi suscitano le vele: turbamento di gioia e dolore, casa e prigione, odio e profondissimo amore. È difficile parlarne. È difficilissimo. Ti voglio bene Scampia. Ti voglio bene.

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