Venerdì, 30 Luglio 2021
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'Storie Italiane' si allunga con l'emergenza, Eleonora Daniele: "Accanto ai telespettatori, come giornalista ne sento la responsabilità" | INTERVISTA

La conduttrice sta seguendo quotidianamente l'emergenza Coronavirus. Al timone del programma mattutino di Rai1, dice a Today: "E' un momento difficile, ma basta rispettare le norme"

Eleonora Daniele

Quando si parla di servizio pubblico, 'Storie Italiane' è senza dubbio un buon esempio da fare. Merito dei casi che affronta, del modo in cui li affronta, e anche della sua conduttrice Eleonora Daniele, al timone del programma mattutino di Rai1 dal 2013. Una splendida padrona di casa che nel corso degli anni è riuscita a cucirsi addosso questo format e a portarlo al successo, diventando un punto di riferimento per milioni di italiani. Ora più che mai, soprattutto dopo la decisione della Rai di allungare il programma in questo periodo di emergenza sanitaria. 'Storie Italiane', infatti, da venerdì 13 marzo va in onda fino alle 13.20, passando la parola direttamente al Tg1. 

Un senso di responsabilità importante, che Eleonora Daniele porta con orgoglio sulle spalle, mettendoci sempre la faccia. "Evitare il panico e seguire le regole", questo consiglia la conduttrice, al sesto mese di gravidanza. 

Siamo in piena emergenza sanitaria e diversi programmi di Rai1 sono stati sospesi. 'Storie Italiane' invece si allunga...
"Si per un periodo andremo avanti fino alle 13.20, mantenendo il format tra informazione e attualità. Commenteremo le notizie in diretta. Credo sia giusto mantenere un contatto costante con il pubblico, e come giornalista ne sento la responsabilità e il dovere".

Da settimane ormai sta seguendo gli sviluppi del Coronavirus. Che idea si è fatta?
"Semplicemente che bisogna affidarci alle linee guida governative e aver fiducia nei messaggi che ci mandano le istituzioni. E' importante evitare grandi luoghi di aggregazione e fare molta attenzione, senza seminare il panico. La cosa peggiore in questo momento è il panico, il sentimento della paura. Io rispetto le regole e vivo la gravidanza con tranquillità. Il virus non si trasmette al feto e questo mi fa stare ancora più tranquilla, ma basta seguire le norme. Il grande problema sono le sale di rianimazione piene, lo dicono i numeri. Le persone che si aggravano hanno bisogno di respiratori e non ce ne sono per tutti, è questo il problema effettivo. In molti ospedali stanno cercando di adibire alla rianimazione anche altri luoghi".

Troppo allarmismo in tv in queste settimane o giusta attenzione nei confronti di un problema serio?
"Non penso ci sia mai stato allarmismo, soprattutto nell'ultima settimana. C'è stato un approccio molto sano da parte della tv e anche molto serio. C'è l'esigenza da ogni punto di vista, sia umano che scientifico, ma anche politico, di scongiurare questo virus, e questo è molto importante nell'approccio televisivo e giornalistico. E' importante far parlare le persone addette a farlo. Se devo parlare di Coronavirus chiamo le persone che in questo momento sono immerse in questa vicenda: virologi, responsabili delle strutture sanitarie, chi sa esattamente quello che sta succedendo".

Qualche pastrocchio nell'informazione però c'è stato. Venerdì scorso hanno pubblicato la bozza del decreto governativo che avrebbe chiuso la Lombardia e i risultati li abbiamo visti tutti...
"L'informazione in questo deve avere un ruolo importante. Bisogna fare molta attenzione a pubblicare e non solo sui giornali cartacei, ma anche a livello online. Il decreto è saltato da un online all'altro, non sui cartacei. Ormai la comunicazione online è la prima ad arrivare ovunque. Chi si vuole informare legge lo smartphone e purtroppo in queste settimane ci sono state molte fake news, questo è un problema. Le fake news creano il panico e quel sentimento di paura. Ora quelli che sono scappati da Milano chi li controlla? Chi sa dove sono adesso?".

In studio senza pubblico. Uno scenario surreale.
"E' molto strano, sì. Io ho condotto per anni senza pubblico, quando facevo 'Uno Mattina', un po' sono abituata. 'Storie italiane' però è un programma che è nato con il pubblico e il primo giorno in cui non c'era e ho visto le persone distanziate tra loro, è stato un impatto molto forte. Sono molto affezionata alle persone del pubblico, le vedo da tanti anni e fanno parte del nostro programma, per cui mi è dispiaciuto anche dal punto di vista umano".

In Rai come state affrontando questa situazione? Mantenete le distanze di sicurezza in studio e anche nei camerini?
"Assolutamente sì. Le distanze di sicurezza prima di tutto. Io non saluto più nessuno da vicino, tengo tutti a un metro e mezzo di distanza. Non si bacia nessuno, non si tocca nessuno, le truccatrici sono tutte dotate di mascherina e lo stesso le parrucchiere. Le norme vengono rispettate con grande premura anche dietro le quinte. Fa molto strano, ma è così. Anche con gli ospiti non ci si saluta, non si da la mano, da più di una settimana è così".

Lei e tanti suoi colleghi e personaggi del mondo dello spettacolo e della musica, siete in prima linea per il contenimento del contagio, invitando i cittadini a restare a casa. Gli italiani hanno bisogno di personaggi pubblici come punti di riferimento in un momento del genere?
"Sì, secondo me c'è bisogno di unirsi. E' importante che le persone abbiano dei punti di riferimento sanitari, e non siamo di certo noi, ma vedere qualcuno che sia in linea con le direttive credo sia molto importante. Noi siamo nelle case degli italiani tutti i giorni, è chiaro che deve essere dato il buon esempio. Questo è molto importante, ma in ogni cosa, non solo in questa emergenza. Credo che in questo la Rai stia facendo tutto quello che va fatto".

Crede che una parte della popolazione stia ancora prendendo sotto gamba questa emergenza?
"Credo che sia la fetta dei giovani a prenderla sotto gamba. Non si rendono conto".

Dal 2013 è al timone di 'Storie Italiane', un bell'esempio di servizio pubblico e un programma di successo. Non è così scontato riuscire a conciliare entrambe le cose. Spesso in alcuni programmi viene sacrificata la qualità per gli ascolti o viceversa. 
"Penso che si possa stare vicino alla gente, essere popolari, senza esagerare. Parlare con le persone e raccontare i loro problemi, è sempre stato il grande segreto del successo di questo programma. Stare affianco al pubblico, non davanti".

Riflettori accesi sui principali fatti di cronaca e spesso, purtroppo, su storie di femminicidio. Qualche caso lo ha preso particolarmente a cuore. Sono battaglie che combatte anche a telecamere spente?
"Sono battaglie che mi porto dietro proprio personalmente. Ci sono dei casi che tendo a non abbandonare. Non voglio fare la tv spot ma la tv che costantemente racconta e non abbandona. Avendo la possibilità di fare la quotidiana e per così tanti mesi, queste storie me le porto avanti. Non è che una volta che porto in tv una storia poi la lascio andare, soprattutto perché queste persone hanno bisogno di aiuto, di sostegno, di ascolto a livello istituzionale. Spesso e volentieri le promesse non vengono mantenute e i loro diritti non vengono rispettati. Su queste storie a volte ci sono anche le attività processuali. I processi sono abbastanza lunghi e in molti ci sono vicende burocratiche complesse, allora tendo a portarli con me nella serialità. La serialità delle storie è fondamentale per noi: siamo riusciti a riaprire alcuni casi, a volte anche a risolverli, se non totalmente almeno parzialmente, proprio per la forza che la tv ha. C'è un'attività costante. Questo è importantissimo per noi, ma anche per me come modus operandi nella vita, non solo in tv". 

A giugno diventerà mamma, appena in tempo per finire questa stagione di 'Storie Italiane'. Poi si prenderà una pausa o tornerà a condurre il programma già da settembre?
"Partorirò a giugno, poi c'è la pausa estiva. Avrò tre lunghi mesi e mezzo per poter vivere la nascita della mia bambina e sì, mi auguro di tornare subito a settembre. Saranno tre mesi importanti e sarà bello potermi godere mia figlia. Tre mesi che amo molto, tra l'altro, quelli estivi".

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