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Martedì, 7 Dicembre 2021
l'intervista a today

Emanuel Caserio: "Dalle consegne della pizza al Paradiso delle Signore"

L'attore, che nella soap di Raiuno interpreta Salvatore Amato, è venuto a trovarci in redazione

(Riprese e montaggio di Simone Massaccesi)

Un treno regionale da Latina a Roma e una valigia piena di preoccupazione e paura del futuro. Così Emanuel Caserio ha iniziato il suo percorso per realizzare un sogno, quello di diventare attore. E ce l'ha fatta. Dal 2018 è nel cast de Il Paradiso delle Signore, amatissima soap di Raiuno in cui interpreta Salvatore Amato. Un personaggio a cui è molto affezionato, come ha raccontato ai microfoni di Today: "Spero non finisca mai questa esperienza. Sta andando bene, soprattutto rispetto a come abbiamo inziato: ascolti molto bassi, il 9% di share e una concorrenza spietata. Poi il pubblico è cresciuto e si è affezionato. Ad oggi c'è una media di un milione e 800 mila spettatori, quasi il 19% di share. Abbiamo toccato un picco anche del 21%. E' un cast fortunato, si è creata una vera e propria famiglia e secondo me questo arriva a casa".

Salvatore è continuamente alle prese con delusioni d'amore. Con Gabriella è finita, con Anna non sta andando benissimo. Troverà pace prima o poi?
"Io non ho mai visto personaggio meno fortunato di Salvatore Amato, amato da tutti tranne che dalla fortuna. Questa stagione promette bene. Salvatore è molto preso da Anna, una nuova arrivata. Incrociamo le dita". 

Anche nella vita reale sei così sfortunato in amore?
"Salvatore quando prende una decisione la porta fino in fondo, è molto determinato e ha una sua continuità mentale. Io sono un po' discontinuo, un po' lunatico e istintivo, e questo fa sì che a volte alcune cose non le faccio nascere, oppure mi perdo nel mentre". 

Con Salvatore hai un'altra cosa in comune, perché anche tu agli inizi, quando studiavi recitazione, per mantenerti facevi il barista...
"Ho fatto il barista, le consegne delle pizze, ho pulito le palestre. Ho fatto un bel po' di lavori manuali".

Ce l'hai mai avuto un piano b?
"Erano questi i miei piani b. Io ho fatto il liceo artistico, sapevo disegnare, dipingere, creare sculture. Però tra quello e fare l'attore pensavo che niente mi avrebbe garantito una stabilità".

Il bar è una buona scuola per un attore...
"Hai detto una cosa che mi ricorda Daniele Luchetti, regista de La nostra vita e di tanti altri film. Un giorno al centro sperimentale gli chiesi come potevo migliorare. Lui mi rispose: 'Vai a lavorare, vai a fare il cameriere, vai a conoscere le persone. Tu non devi copiare dalla finzione, perché quello già è un filtro, devi andare nella realtà".

Nella valigia che hai fatto qualche anno fa per trasferirti da Latina a Roma, cosa c'era dentro?
"Tanta preoccupazione. Era invasa da preoccupazione e paura del futuro, di non farcela. Mi ero portato un libro, avevo una cameretta molto piccola e quello ci stava sul comodino. 'Il re di te stesso' era il titolo, un libro di quelli motivazionali che ti insegna a vivere meglio con le tue paure e a farcela. Mi ha insegnato molto. Quando lo finii iniziarono a muoversi le prime cose".  

Molti dicono che la provincia ti dà più determinazione per farcela, più fame di realizzare i propri sogni. Forse anche più sogni. Sei d'accordo?
"Latina è una provincia abbastanza grande, conta 120 mila abitanti. E' una città vera e propria, anche molto vicina a Roma. Sicuramente la provincia ti insegna che non tutto è facilissimo e non tutto è alla portata di mano. Io venivo comunque a Roma a fare i provini, bastava prendere un treno regionale e una metro. Non ho avuto molta difficoltà per quello". 

Nella bio del tuo profilo Instagram hai scritto "Semplicità, mi fai innamorare". E' quello che cerchi?
"Sì. E' quello che cerco, che mi voglio ricordare ogni giorno ed è quello che mi fa impazzire delle persone. A me la semplicità piace. Mi piace stare a casa, mi piacciono i giochi da tavola, preferisco il gelato all'aperitivo. Anzi, detesto l'aperitivo. Meglio il gelato o il panino con la porchetta".

Manca oggi quella semplicità?
"Un po' sì. I social ci filtrano. Appariamo tutti con il naso sfinato, le labbra più grosse, hanno creato un divario tra la realtà e la finzione. Secondo me dovremmo fare un passo indietro e credo sia questo un po' il segreto del Paradiso delle Signore, perché piace così tanto". 

Oggi nella tua valigia cosa ci metti?
"Tutto l'entusiasmo che ringraziando il cielo continuo ad avere per questo lavoro. Dopo 4 anni comunque ci metto la stessa paura. La paura non cambia, è quella che mi fa rimanere coi piedi per terra, quella che mi fa capire che è un mestiere molto bello, glitterato, ma potrebbe finire da un momento all'altro. Poi ci metto le foto delle esperienze che ho fatto e lo stesso libro. Non cambia molto il contenuto della valigia".

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