Venerdì, 23 Aprile 2021

Enrica Bonaccorti, la truffa del Cruciverbone a 'Non è la Rai': "Avrebbero preferito stessi zitta"

In una puntata del lontano 1991, durante il gioco cult, una telespettatrice rispose ancora prima di sentire la domanda

Enrica Bonaccorti, foto @Ansa

Impossibile per gli estimatori degli anni '90 non ricordare Mariagrazia da Bassano, la telespettatrice che durante il mitico Cruciverbone di 'Non è la Rai' - programma cult di Gianni Boncompagni, allora condotto da Enrica Bonaccorti - rispose ancora prima di sentire la domanda. Altrettanto memorabile fu la sfuriata della conduttrice, che ancora oggi non perdona quel tranello smascherato in diretta tv: "Ho un ricordo etremamente tenero di Non è la Rai - ha raccontato ai Lunatici, su Radio 2 - Poi per quello che mi riguarda ci fu uno spartiacque, quando cercarono di truffarmi in diretta, con la scena del Cruciverbone e la concorrente che fornì la risposta giusta prima ancora che io le facessi la domanda. Quella vicenda non la pesarono come la pesai io. Anzi, avrebbero preferito che io stessi zitta. Lei fu assolta perché secondo il tribunale ha avuto una premonizione. Questo è il nostro Paese".

Tra i ricordi di Enrica Bonaccorti, poi, ce ne sono di più illustri, dalle canzoni scritte per Domenico Modugno agli incontri con Ungaretti: "Ho scritto due canzoni per Domenico Modugno, sono state le primissime che ho scritto. La Lontananza è la prima, Amara Terra Mia la seconda.  Sono nate da cose che scrissi in un diario attorno ai quattordici anni. C'è anche un'altra canzone nel mio cassetto, prima dei cento anni la tirerò fuori. Ho proprio il provino di Domenico Modugno, c'è la sua voce". Sul poeta ermetico, invece, gira una voce: "Se è vero che Ungaretti mi molestò? Beh, insomma, adesso le chiameremmo molestie. A un certo punto, per alcuni mesi, sono stata nel gruppo degli uccelli, gli anarchici, manifestavamo, occupavamo la scuola, eravamo un piccolo gruppo anarchico che ha tenuto banco per qualche mese. Andavamo anche nella case dei grandi. Siamo entrati in casa di Carlo Levi e anche in casa di Ungaretti. Se qualcuno non la pensava come noi, entravamo in casa sua, ci sedevamo sul suo divano. Ungaretti mi ha dato una carezza sulle gambe, mentre guidavo. Io stavo svenendo, pensavo fosse un film. Avevo 18 anni. Per me era come pensare a Leopardi che ti dà un pizzicotto sul sedere".

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Infine sul #metoo: "Ho benedetto Asia Argento, anche se non è il massimo della simpatia e ci sono stati molti appigli per darle addosso. Ma io la benedico perché è uscito fuori un qualcosa che sappiamo tutte e che tutte abbiamo passato. Sia prima di cominciare a lavorare che dopo credo che quasi tutte le donne di questa nazione abbiano avuto qualche brutta esperienza".

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