Sabato, 25 Settembre 2021
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Fabio Fazio: “Guadagno tanto, ma con me la Rai risparmia"

In un'intervista al Corriere della Sera il conduttore ha commentato le notizie circolate a suo riguardo negli ultimi tempi, chiarendo una volta per tutte i suoi guadagni e anticipando le intenzioni sul suo futuro professionale

Fabio Fazio è pronto a ripartire su Rai Uno con la nuova stagione di 'Che tempo che fa' domenica 24 settembre.

Nella lunga pausa estiva si sono avvicendate voci e indiscrezioni sulla sua permanenza in Rai prima, e sul nuovo contratto milionario sottoscritto poi, dettagli questi che hanno alimentato molte discussioni. 

Alla vigilia del suo ritorno in tv, Fazio ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera ripercorrendo tutta la faccenda e iniziando da una precisazione sul suo guadagno per il contratto quadriennale:

"Due milioni e 240 mila euro l’anno, per quattro anni. Il totale fa 8 milioni 960.000; ma, non si sa perché, tutti i giornali hanno scritto 11 milioni e 200 (...) Sì, è una cifra molto importante. Io ho naturalmente applicato lo sconto che mi ha chiesto la Rai. Ma farò 32 puntate in più per un totale di 64: oltre alle tre ore della domenica sera, andrò in onda anche il lunedì alle 23 e 30. E il programma è pressoché interamente ripagato dalla pubblicità. Come ha detto il dg, l’azienda risparmia".

Rispetto agli attacchi e alle polemiche che lo hanno riguardato, Fazio ha spiegato: "Se lavori di più, non è dato che tu chieda di essere pagato di meno. Una società fondata sul denaro arriva al paradosso che, a seconda dei punti di vista, il denaro misura non il valore o il merito, ma il privilegio. Questa è la lezione che ho capito. Se anziché due milioni fossero uno o tre, non sarebbe diverso".

"Chiunque lavori in Rai guadagna enormemente di meno che altrove" - ha aggiunto ancora - "Il vero punto è il ruolo della tv pubblica. Che oggi vende pubblicità come le altre. Se si decide che la Rai non deve più stare sul mercato, si può fare. Si riduce a una sola rete, si finanzia solo con il canone, sfoltisce metà dei dipendenti. Vogliamo questo? Una squadra di serie A può pagare i suoi calciatori un decimo delle rivali?".

Alla richiesta di chiarimento sulla voce circolata in queste ore secondo cui una sua autrice guadagna più del direttore generale, il conduttore è stato categorico: "Ovviamente no. È falso. Ho sempre cercato e valorizzato giovani collaboratori, alcuni erano alunni e alunne dei miei corsi universitari. Di fronte alle calunnie, agli atteggiamenti sessisti e alla diffamazione non restano che le querele". 

Infine, anticipando che il suo 'Che tempo che fa' su RaiUno si sostanzierà su "Tre ore di parole la domenica sera, dove avranno voce Marzullo e, se ci riusciamo, i grandi scrittori del nostro tempo", ha espresso le sue intenzioni professionali per il futuro.

"Ho un contratto per quattro anni. Poi basta" . Cosa farà? "Vedremo. Magari il produttore".
 

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