Giovedì, 21 Ottobre 2021
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Fiorello minacciato da Weinstein: "Così bloccò la mia carriera in America"

Lo showman ha raccontato la sua esperienza con il produttore americano nel corso della sua nuova trasmissione in onda su Facebook

Tra le testimonianze dei personaggi dello spettacolo coinvolti loro malgrado nello scandalo che ha coinvolto il produttore Hervey Weinstein, spunta adesso anche la dichiarazione di Rosario Fiorello, destinatario in passato dell’atteggiamento prepotente del produttore cinematografico.

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Durante la prima puntata della sua nuova trasmissione 'Il socialista', in diretta audio su Facebook, con la consueta ironia che lo caratterizza lo showman ha rivelato di essere in possesso di una lettera "vera" in cui il produttore, dopo avere incassato un no ad un copione di un suo film, gli scriveva che Hollywood gli avrebbe chiuso per sempre le sue porte.

Fiorello ha spiegato di aver incontrato Weinstein durante le riprese del film 'Il talento di Mr.Ripley' uscito nel 1999 e prodotto da lui stesso, con la regia di Anthony Minghella e con Matt Damon, Jude Law e Gwyneth Paltrow nel cast. 

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All'epoca, racconta Fiorello, la Paltrow era fidanzata con Ben Affleck e alle feste poteva capitare di incontrare Weinstein che, "con atteggiamento godone, seduto sul divano con le gambe aperte, ordinava champagne anche per darlo da bere alle piante". 

Alcuni anni dopo, lo showman venne ricontattato per il film 'Nine', un musical diretto da Rob Marshall per il ruolo marginale di "un elegante cantante italiano che si esibisce mentre i protagonisti parlano tra loro in una sala da ballo". 
Non volendo portare avanti la carriera nel cinema, Fiorello rifiutò l’offerta, e fu allora che Harvey Weinstein, produttore del film, gli inviò una lettera a sua firma. 

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"Mi scrisse che non potevo non accettare e che lui non poteva tollerare che un signor nessuno come me gli avesse detto no"  - ha ricordato il conduttore - "Mi scrisse che Minghella aveva molta stima di me e cose tipo 'come osi rifiutare' e 'tu forse non hai capito a chi hai detto no', con una conclusione del tipo: 'Dopo questo rifiuto, non lavorerai mai più in America'". 

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