Lunedì, 1 Marzo 2021

Gene Gnocchi cita Rocco Siffredi in chiesa e scoppia la polemica: “Blasfemo”

La versione dell’attore, che si difende dalle accuse: “Se qualcuno si è sentito offeso mi dispiace, ma non c’era niente da offendersi”

Gene Gnocchi in una foto di repertorio Ansa

Gene Gnocchi nell’occhio del ciclone. Il comico si difende dalle accuse di chi ha trovato fuori luogo un suo riferimento a Rocco Siffredi durante un intervento alcuni giorni fa nel corso di un evento dedicato al beato Odoardo Focherini, intellettuale cattolico morto nel campo di concentramento di Hersbruck in Germania. Una due giorni - come si dice - dal titolo “Il tempo del beato Focherini e la società della pandemia: capaci di diventare popolo salidale” organizzata nell’ambito del 75esimo anniversario del martirio e che si è svolta nella cattedrale di Carpi, in provincia di Modena. 

Come altre personalità, Gnocchi è stato invitato al convegno promosso dalla diocesi emiliana con il patrocinio del comune, per tenere un monologo sul tema della pandemia. Durante il suo intervento, racconta oggi Gene Gnocchi all’Adnkronos, “c’era una battuta su Rocco Siffredi ma era legata ad un filo logico del mio discorso". Un riferimento all’attore porno che non è piaciuto a qualcuno e sui social c’è chi l’ha fatto notare. Come Don Ermanno Caccia, già responsabile dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi, che su Facebook social ha riassunto così l’indignazione: "Per celebrare il 75esimo anniversario di martirio del Beato Focherini non si è trovato di meglio che chiamare un ’comico’ se cosi si può chiamare, per parlare di pandemia. O meglio per assistere ad un atto blasfemo in cattedrale in cui tra lambrusco, battute oscene e gli attributi di Rocco Siffredi.... Ma dove siamo arrivati? Chiesa in uscita? Mahhh: preghiamo, preghiamo”. 

Gene Gnocchi e il riferimento a Rocco Siffredi in chiesa

L’attore respinge le accuse di blasfemia. "Io sono assolutamente corretto e la cosa è stata concordata con tutti . Erano tutti divertiti. Non ci sto perché c’erano professori universitari che si sono divertiti, c’era un sacco di gente e nessuno ha detto niente". Il riferimento a Siffredi, assicura Gnocchi, è stata "una cosa en passant senza alcuna intenzione negativa, men che meno blasfema. Poi non capisco cosa ci sia di blasfemo in Rocco Siffredi. Quale è la cosa blasfema di Rocco Siffredi?". In chiesa, ricorda ancora Gnocchi, " ero col vescovo, con diverse personalità e nessuno si è sentito in dovere di dire alcunché perché si sono tutti divertiti. Se qualcuno si è sentito offeso mi dispiace, ma non c’era niente da offendersi.  Sono stato invitato e ho fatto il mio monologo sulla pandemia. Non cado in provocazioni".

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