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Domenica, 22 Maggio 2022
l'emozione non ha voce

Le lacrime di Geppi Cucciari in tv per la storia di Lucy Salani

Cucciari ha intervistato, nel Giorno della memoria, la 98enne transgender sopravvissuta a Dachau

Ci sono emozioni che non possono essere espresse a parole, talvolta solo le lacrime sono in grado di riassumere quanto abbiamo appena vissuto. Non bisogna mai vergognarsi, neanche quando siamo in tv, di provare emozioni. Anche i conduttori, i giornalisti, i comici hanno emozioni e spesso sono talmente grandi da essere impossibili da trattenere, nessuno può arginare un fiume in piena. Ieri sera Geppi Cucciari, durante la puntata di "Che Succ3de" su Rai3 ha parlato della storia di Lucy Salani, la donna transessuale di 98 anni sopravvissuta ai campi di concentramento.

La sua storia è diventata un documentario, "C'è un soffio di vita soltanto" di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, così che tutti possano scoprire la sua storia, così da farla diventare propria, ed emozionarsi, proprio come si è emozionata Cucciari che non ha saputo trattenere le lacrime a fine intervista.

La storia di Lucy Salani

In diretta la 98enne, collegata dalla sua abitazione, ha parlato della sua vita, dei suoi genitori, dell'essere stata portata a Dachau per diserzione e per la sua omosessualità: "Prima portavo i cadaveri, poi ho lavorato alla stazione di Monaco dove facevo i binari. Alla fine mi hanno sparato, ma sono sopravvissuta. La mia paura più grande? Di essere viva. Volevamo tutti morire, ma eravamo troppo vivi per poterlo fare perché avevamo paura del dolore, ma avremmo voluto morire tutti. Mi ha aiutato la forza di volontà, la forza del domani, la forza di essere liberata. Quando ero lì ho più volte perso la speranza, dicevo qua ci lascerò il mio cadavere".

Essere transessuali negli anni '30 è stato difficile: "Purtroppo è stato brutto, qualche volta ho preso qualche ceffone e qualche calcio. Non ho mai cambiato il mio nome, tutt’ora mi chiamo Luciano nei documenti. Questo perché lo considero un nome sacro, me lo hanno dato i miei genitori, non posso cambiarlo!".

"Ai giovani di oggi dico di continuare a lottare come ho fatto io, non ci sono i campi di concentramento, ma non devono arrendersi perché devono capire che noi siamo esseri umani" ha concluso Lucy.

Chiuso il collegamento, Geppi non ce l'ha fatta, ha detto due parole e le lacrime che stava trattenendo oramai da alcuni minuti hanno iniziato a fluire, le mani sono corse al viso cercando di nascondere la commozione. 

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