Mercoledì, 3 Marzo 2021

Carlo Verdone ricorda Gigi Proietti: “Gigantesco. Alberto Sordi era d’accordo con me: era il migliore”

Sui social il ricordo dell'attore e regista che ha dedicato al grande maestro scomparso oggi un post pieno di affetto

Carlo Verdone e Gigi Proietti (foto Facebook)

In queste ore i social sono muri virtuali su cui la tristezza si fa collettiva mentre si digita il nome di Gigi Proietti. Innumerevoli i ricordi del mattatore a cui bastava comparire in scena per far piegare in su gli angoli delle labbra, anche senza parlare; tante le frasi che inneggiano al talento di cui oggi non si intravede erede. Ma in questo corale abbraccio virtuale, ce n’è uno che merita menzione, caldo come si percepisce mentre racconta con poche ma efficaci parole ciò che Gigi Proietti è stato, ciò che Gigi Proietti sarà per sempre: “un attore gigantesco”. A scriverlo su Facebook è Carlo Verdone, altro simbolo di una comicità che ha trasposto in chiave cinematografica il romano-de-Roma affinché ogni italiano, da Aosta a Lecce, si ritrovasse descritto, a suo modo.

“Sul palcoscenico tra i migliori se non il migliore. Enorme presenza scenica, maschera da attore dell'antica Roma, tempi recitativi sublimi. Era un volto che rassicurava che l'identità di questa città ancora vive.

Discepolo di Ettore Petrolini, forse più volte ha superato il suo maestro.

Autorevolezza, cultura, generosità e umiltà. Questo era Gigi Proietti.

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Addio a Gigi Proietti: il ricordo di Carlo Verdone

Questo era Gigi Proietti, secondo Carlo Verdone che, interpellato da Rai News24 durante un collegamento, ha aggiunto: “Era una persona molto umile, generosa, molto spiritosa, colta. Aveva un volto da attore dell'antica Roma, era un'immagine e un'identità. Quando lo vidi per la prima volta in ‘A me gli occhi please’ imparai i tempi recitativi. Alberto Sordi era d'accordo con me: era il migliore sul palcoscenico”.

Quanto alla romanità che l’attore sapeva incarnare: “Quel volto ci dava una rassicurazione”, ha commentato Verdone: “Che alla fine un’anima questa città ce l’ha come lo era stato Aldo Fabrizi, Alberto Sordi…”. E ancora: “Non era solo un talento, ma aveva dimostrato una grande dedizione all'insegnamento. Tutti gli attori che venivano dalla sua scuola erano tutti bravi attori, quando li provinavo si sentiva che avevano avuto un grande maestro. Non sarebbe male intitolare il Teatro Brancaccio a lui. Quel volto ci illudeva che un'anima questa città ancora ce l'ha.  Credo però che è stato amato in tutta Italia, era così completo. Ha fatto film importanti, ma è sul teatro che va soprattutto ricordato”. 

“La sua scomparsa ci lascia un vuoto”, ha concluso Verdone. Incolmabile, aggiungiamo noi.  

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