Margherita Basso, la sua ‘Dolce Attesa’ su UnoMattina: “Vi svelo i segreti per una gravidanza felice” (INTERVISTA)

Autrice ed inviata, è incinta di otto mesi e lancia una rubrica per future mamme: "Un vademecum a 360 gradi, tra salute e bellezza, stilato con l'aiuto di medici ed esperti". Lei lavorerà fino al nono: "Perché non c'è madre più felice di quella appagata"

Margherita Basso, 39 anni, conduce la rubrica 'Dolce Attesa' per UnoMattina Estate

Uno stato di grazia, sì, “ma la gravidanza è anche un momento in cui ci si ritrova spesso spaesate”, tra ecografie che incombono, alimentazione specifica ed un abbigliamento da reinventare. Per questo Margherita Basso, 39 anni, storica autrice ed inviata di UnoMattina, oggi incinta di otto mesi di Alice, secondogenita dopo Federico, ha ideato la rubrica Dolce Attesa, dedicata a tutte le mamme che, dall'altra parte dello schermo, stanno attraversando il viaggio più emozionante della loro vita. Ci sta lavorando da quest'estate e va in onda ogni mercoledì, a partire dal 24 luglio, nel format estivo di Rai Uno. “Continuare a svolgere la professione che amo in questi mesi è stato ed è un privilegio”, spiega a Today, “è un piacere condividere la mia esperienza con il pubblico”.

Il suo è vademecum empatico e schietto. Da mamma a mamma, con l'aiuto di alcuni esperti del settore.

Cerco di dare risposte a 360 gradi, consigli in pillole che tengano d'occhio la salute e allo stesso tempo la forma fisica. Interverranno medici, dermatologi, ginecologi, nutrizionisti, ma anche istruttori di nuoto e ginnastica e consulenti di immagine, perché l'aspetto esteriore in gravidanza non è da considerare una questione frivola, dal momento che va a toccare l'identità di una donna che vede stravolto il proprio corpo. Ci sarà chi consiglierà i cibi da favorire e quelli da evitare, ma anche intenditori di moda, per parlare dell'abbigliamento premaman e permettere alle mamme, giovani e meno giovani, di sentirsi a proprio agio con il fisico inevitabilmente trasformato da chili in più.

Lei entra oggi nell'ottavo mese. Come sta vivendo il cambiamento del suo corpo?

Continuo a fare sport ed è un toccasana, perché dà un sostegno a livello strutturale, ma è anche uno sfogo in termini psicologici. L'attività fisica consente di sentirsi padroni di se stessi e questo permette di stare meglio.

Lavorerà fino all'inizio del nono. Quali pro e contro? Come si sta organizzando tra maternità e lavoro? 

Posso dire di aver sperimentato solamente pro. Quando si ha la fortuna di vivere una gestazione serena come la mia, e se ci sono abbastanza energie, è bene continuare a lavorare. A fine giornata si è indubbiamente più stanchi, sarei ipocrita a dire il contrario, ma ci sono accorgimenti da poter adottare: io, ad esempio, giro i servizi al mattino presto, quando il sole non è ancora alto. Poi, certo, arriva un momento in cui è giusto e fisiologico che una donna si fermi.

Quanto tempo si prenderà dopo il parto?

Lavorando con partita iva, e non essendo quindi una dipendente, ragionerò con flessibilità e buonsenso: conto di tornare in redazione a metà gennaio, con la versione invernale di UnoMattina. In linea di massima credo che i cinque mesi previsti oggi dal congedo di maternità siano un tempo ragionevole. Poi resta il fatto che scegliere quando e come fermarsi è una decisione personale. Io avrei vissuto male l'idea di restare di più a casa, ma capisco anche chi preferisce il contrario.

Il senso di colpa di sottrarre tempo ai figli è un tarlo delle mamme lavoratrici. Che cosa direbbe loro?

Che non c'è mamma più felice di quella appagata. E il lavoro, in questo senso, svolge un compito importante. I sensi di colpa, quindi, andrebbero lasciati cadere.

#flay_premaman_maternity 🙏

Un post condiviso da Margherita Basso (@margybasso) in data:

Le statistiche dicono che le mamme italiane sono le più anziane d'Europa: l'età media per il primo figlio è 31 anni. Lei ha avuto Federico a 36. Si è mai trovata a dover scegliere tra carriera e famiglia?

Fortunatamente no, perchè ho avuto gli aiuti necessari per far quadrare tutto. In Italia la figura materna è meno tutelata rispetto ad altri paesi, come l'Austria o la Svezia, dove esistono aiuti economici importanti. Il segreto per adattarsi a questo frangente? Tanta buona volontà e la fortuna di avere accanto le persone giuste.

Lei le ha trovate?

Io e mio marito abbiamo un esercito di tate e nonne che ci vengono in soccorso, soprattutto se devo alzarmi all'alba o quando parto per le trasferte professionali. Non è facile trovare una persona a cui lasciare il proprio bambino, non solo per ragioni economiche ma anche di affidabilità. A me è andata bene: la tata che ha visto nascere Federico si occuperà anche di Alice.

Quali suggerimenti invece per i papà che affiancano una donna in gravidanza?

'Dolce Attesa' non si rivolge solo alle mamme, ma anche a tutte le figure che gli gravitano attorno, come nonne, suocere, sorelle e, appunto, padri: sono riferimenti importanti per un sostegno morale in questi mesi sicuramente belli ed entusiasmanti, ma anche forieri di momenti di smarrimento. 

Quest'anno al timone di 'UnoMattina Estate' ci sono i conduttori Valentina Bisti e Roberto Poletti. Lei, in veste autoriale, ci lavora a stretto contatto. Che rapporto si è creato?

Valentina è in trasmissione da due anni ed è una grande professionista, oltre che una persona estremamente solare. Roberto, invece, l'ho incontrato quest'anno ed ho scoperto un uomo molto attento al lavoro di squadra. Il suo arrivo nel programma non era previsto, ma abbiamo instaurato un ottimo rapporto. Ogni volta che si inseriscono persone nuove nel gruppo c'è bisogno di trovare un equilibrio, ma il nostro team sta funzionando, il clima è sereno e gli ascolti ci premiano.

Nel suo passato autoriale c'è un bagaglio di collaborazioni professionali prestigiose, dal lavoro con Maurizio Costanzo a Pippo Baudo. Guarda già a nuovi progetti, una volta porta a termine la gravidanza?

UnoMattina, ormai, è come casa: sono qui da dieci anni e, grazie alla doppia funzionalità estiva-invernale, regala una continuità familiare. Il progetto che mi sta più a cuore, nell'immediato, è quello di entrare in azienda come dipendente. Dopo vent'anni di precariato sarebbe un altro grande sogno che si realizza. 

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