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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
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Le Iene, caso Yara: DNA scomparso? Ora Letizia Ruggeri è tra gli indagati

Stasera su Italia 1 Antonino Monteleone ha raccontato l’incredibile serie di eventi che ha portato il nome del pm sul Registro degli indagati

Nuovi aggiornamenti sul caso Yara Gambirasio, e a Le Iene Antonino Monteleone continua a seguire la vicenda da vicino. Nel corso della prima puntata della nuova stagione del programma di Italia 1 condotto da Teo Mammucari e Belén Rodriguez la iena ha infatti approfondito le recenti accuse di frode processuale e depistaggio che potrebbero cambiare per sempre uno dei processi più famosi e discussi della storia della cronaca nera italiana.

Yara: campioni di DNA fatti sparire di proposito?

Il gip di Venezia Alberto Scaramuzza ha disposto l'iscrizione nel Registro degli indagati del pm del caso di Yara Gambirasio, Letizia Ruggeri. L’ipotesi è quella di frode processuale e depistaggio: alla base di tutto ci sarebbe merito la presunta incorretta conservazione e spostamento dei campioni di DNA del famoso “ignoto 1” che ha portato che ha incriminato il muratore Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo. I dubbi della difesa di Bossetti trovano dunque nuova linfa, e Monteleone continua nel suo racconto di un processo quasi infinito, ancora oggi al centro della discussione nazionale.

Sparita in un paesino della bergamasca nel 2010, dopo mesi di ricerche il corpo della ragazza venne ritrovato nella zona. Tra le varie tracce di DNA (ben undici) quella sulle mutandine della giovane portò all’arresto di Massimo Giuseppe Bossetti, inchiodato proprio dal DNA.

Che la parte nucleare del DNA sia di Bossetti non è mai stato messa in discussione nemmeno dalla difesa, ma i sostenitori della frode processuale dubitano della scientificità del processo di recupero del DNA. Una piccola anomalia per quanto riguarda la parte mitocondriale porta infatti la difesa a chiedere nuovamente le analisi. In sostanza viene chiesto un nuovo esame in presenza di entrambe le parti. La riflessione era emersa già prima della condanna, ma l’ispettore Letizia Ruggeri aveva sempre dichiarato che le analisi erano stati svolte quattro volte e da laboratori diversi. Oggi, inoltre, non vi sono più campioni di DNA genetico. Ma è proprio questo a far nascere la nuova inchiesta: la quantità di DNA, prima “tantissima” (stando alle parole del pm) e poi di “scarsa quantità” fino a “niente” ha portato ai dubbi. Gli ultimi reperti genetici, inoltre, tenuti al San Raffaele di Milano, furono portati all’Ufficio Corpi di Reato di Bergamo (in scarse condizioni) dopo la sentenza. Questo sarebbe uno dei motivi che ha spinto il giudice di Venezia ad indagare sulla vicenda e a mettere il nome di Letizia Ruggeri nel Registro degli indagati.

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