Venerdì, 7 Maggio 2021

Mara Venier e lo spinello con Renzo Arbore in spiaggia (non è andata benissimo)

La Signora della Domenica si confessa alla vigilia dei suoi 70 anni. Racconta di sentirsi ancora una figlia dei fiori e anche un episodio doloroso della sua vita affettiva

Nel giorno del suo esordio con la nuova stagione di Domenica In, Mara Venier si confessa in una lunghissima intervista rilasciata ad Alessandro Ferrucci del Fatto Quotidiano. La conduttrice dice che non ha voglia di festeggiare i suoi primi 70 anni ("Zero voglia, non amo i compleanni, mi sale la malinconia") ma dice che la sua sarà "una bella età per una ragazza hippy" e un'eterna figlia dei fiori. Racconta un aneddoto simpatico condito da spinelli e... Renzo Arbore ma anche un dolorosissimo spaccato della sua vita affettiva.

Prima però scherza: "Della figlia dei fiori mi è rimasto tutto: la mentalità, il modo di vivere, il mio essere libera; alla base sono la stessa ragazza arrivata a Roma nel 1968", racconta Mara. "Immediatamente mi sono ritrovata in mezzo a un giro di persone alternative, surreali, artisti non solo nell’apparenza, e con una visione del mondo mai scontata". E poi una volta ha fatto fumare una canna a sua madre: "In quel contesto era normale, rispettavamo in pieno i colori di quell’arcobaleno mentale: quindi la chitarra, il fuoco, noi attorno e lo spinello che girava. Quando arrivò a mia madre la guardai e con molta calma la invitai a non rompere il rito, “altrimenti si offendono. Ogni volta che tornava a Roma per trovarmi, mi chiedeva di rivedere quegli amici così simpatici".

L'episodio doloroso della vita di Mara Venier

Adesso le canne non rientrano più nel suo stile di vita: "No, mi bevo un bel bicchiere di vino. (ride con gli occhi)". Poi arriva l'aneddoto: "Un viaggio in Giamaica con Renzo Arbore, Roberto D’Agostino e la sua compagna di allora: lì anche a colazione sentivi nell’aria delle folate di marijuana. Ovunque. Così per Capodanno io e Roberto decidiamo di acquistare dell’erba da fumare a mezzanotte sulla spiaggia". Ma le cose non vanno lisce: "A chi diamo il bottino? Ad Arbore, che lo inserisce nel taschino della sua camicia hawaiana: al momento del brindisi guardiamo Renzo, e lui ci risponde: “Mi dispiace, ho perso tutto, mi è caduta la bustina”. Lo volevamo picchiare, lo abbiamo massacrato. (Ci pensa)Da allora ho il sospetto che abbia buttato la marijuana, perché era terrorizzato, non voleva assolutamente". 

Infine la Venier racconta un episodio molto doloroso della sua vita, anche se non fa nomi e non dà elementi per lasciar capire a chi si stia riferendo: 

Secondo Franca Leosini una donna deve chiudere al primo schiaffo subito.
Ho ricevuto molto più di uno schiaffo, e il peggio è arrivato dopo che ho chiuso. Ho pagato un prezzo altissimo. Però ha ragione la Leosini.

E invece?
Con questo tipo di personalità scatta la sindrome della crocerossina, “l’io ti cambierò”. In realtà con il tempo muta in peggio; al sopravvissuta aggiungo i tre anni di Alzheimer di mia madre, quando una mattina mi ha salutato con “buongiorno sig n o ra ” una parte di me è morta.

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