Domenica, 18 Aprile 2021

Addio a Mario Marenco, storico protagonista dei programmi di Renzo Arbore

A darne notizia all'Ansa è stato lo stesso Arbore, con il quale Marenco ha fatto squadra per tanti anni in molti programmi di successo

Mario Marenco insieme all'amico Renzo Arbore (foto Ansa)

Addio a Mario Marenco, storico compagno delle tanti trasmissioni di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni. Marenco è scomparso oggi a Roma all’età di 85 anni. Da qualche tempo era ricoverato al Policlinico Gemelli per complicazioni legate al suo stato di salute. 

A dare l’annuncio all’Ansa è stato proprio l’amico Renzo Arbore. Intervistato dall'Adnkronos, Arbore si è detto "sotto shock" per la scomparsa dell'amico. 

Addio a Mario Marenco

Nato a Foggia nel 1933, l’attore e umorista ha debuttato in tv con Cochi e Renato e Enzo Jannacci nel programma "Il buono e il cattivo", ha raggiunto il successo nel 1970 con il programma radiofonico "Alto gradimento" scritto con Giorgio Bracardi e condotto dagli stessi Arbore e Boncompagni. Poi è stata la volta de “L’altra domenica” e “Indietro tutta”, dove a interpretato il personaggio del bambino Riccardino. Ha partecipato anche ai programmi "Odeon" e "L'uovo e il cubo”, "Sotto le stelle" (di Magalli, Minellono, Marenco e Boncompagni).

Marenco: architetto, attore e umorista

Marenco ha creato e interpretato personaggi come il Colonnello Buttiglione, la Sgarambona, l'astronauta spagnolo Raimundo Navarro, il dottor Anemo Carlone, il professor Aristogitone, Verzo, Ida Lo Nigro, il poeta Marius Marenco. Mr. Ramengo, Riccardino e molti altri, ed è stato autore e protagonista di innovativi programmi televisivi.

Marenco ha lavorato sporadicamente anche al cinema, diretto tra gli altri da Dino Risi. È stato autore di libri umoristici editi da Rizzoli, tra cui "Lo scarafo nella brodazza", "Dal nostro inviato speciale", "Los putanados", "Stupefax" e "Il cuaderno delle poesie". 

Nel 2015 Marenco era entrato nel cast di "Programmone", il programma radiofonico ideato e condotto da Nino Frassica, in onda su Radio 2. Nella trasmissione del comico siciliano Marenco si era segnalato per la sua partecipazione straordinaria.

Marenco era anche laureato in architettura, poi aveva ottenuto borse di ricerca a Stoccolma e Chicago. Nel 1960 ha aperto il proprio atelier di architettura e design: lo Studio DEGW, con sede a Roma. Ha collaborato con le più importanti case automobilistiche italiane per la realizzazione dei loro stand espositivi.

Mario Marenco, il ricordo di Renzo Arbore

Per me la morte di Mario è un dolore fortissimo. Perché lui è stato un caposcuola, non riconosciuto come tale. È stato un inventore di umorismo mai eguagliato”, dice Arbore con la voce rotta dalle lacrime. “Marenco è stato un amico per 60 anni. Ci eravamo conosciuti a Napoli – ha detto Arbore all’Adnkronos - poi quando ci trasferimmo a Roma diventammo parte della stessa comitiva. Lui all’epoca era fidanzato con una giovanissima e bellissima Laura Antonelli ed era un uomo assolutamente geniale ed originale, inimitabile, non catalogabile. La sua potenza era proprio quella di non essere mai convenzionale. Quindi quando mettemmo insieme la squadra di ‘Alto Gradimento’ fu naturale che ne facesse parte. Aveva un’intelligenza fuori dal comune anche come architetto e designer. Ed era, come pochi altri, tipo Riccardo Pazzaglia, di una modestia disarmante”. “Con Boncompagni ed altri amici come Frassica, abbiamo sempre ritenuto Mario il numero uno dell’umorismo italiano di tutti i tempi. Lo dico senza timore di essere smentito, con la mia esperienza e la mia passione per l’intrattenimento. Era un fuoriclasse. Con le sue parodie ha fatto delle invenzioni straordinarie. E spero che gliene verrà dato atto”, aggiunge Arbore.

Oltre ad ‘Alto gradimento’, Arbore e Marenco hanno condiviso ‘L’altra domenica’, ‘Indietro tutta’, più recentemente ‘Meno siamo meglio stiamo’ e due film. “Abbiamo passato stagioni di risate impagabili. Quando c’era lui uscivano fuori cose stupende, poi con me e Boncompagni che lo stimolavano dava il meglio. Ogni tanto ci dovevamo interrompere tanto erano le risate. Una volta caddi perfino per terra”, ha aggiunto Arbore. “Ci faceva anche degli scherzi ma una volta ci vendicammo e gli facemmo credere di chiamarlo da un programma radiofonico notturno che si chiamava ‘Svegliati e vinci’: lo chiamavano alle tre del mattino e, per una volta, fu lui a cascarci in pieno. Mi mancherà tantissimo”.

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