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Sabato, 28 Maggio 2022
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Massimo Giletti in Ucraina, su di lui piovono critiche: "Spettacolo sulla pelle dei morti"

Il giornalista in collegamento dalla città ucraina si è trovato coinvolto in uno scontro a fuoco

Massimo Giletti ha condotto Non è l'Arena da Odessa. Il giornalista ha deciso di viaggiare verso l'Ucraina per raccontare il conflitto in prima persona. Ieri sera, dunque, con indosso la pettorina con scritto "press", l'elmetto e in mano una bandiera ucraina estratta dalle macerie, Giletti ha salutato i suoi telespettatori.

Massimo Giletti tra spari e bombardamenti

Com'è possibile che accada, durante una guerra, il collegamento si è trasformato in un racconto di uno scontro. Dalla "trincea" fatta di sacchi di sabbia si sono levati spari e echi di bombardamenti. "Devo dire che ho fatto la scelta rischiosa di venire qui. Siamo a Odessa una città molto importante per il commercio, ma pure per un famoso teatro dell’opera e un museo in cui ci sono quadri di pittori italiani, del Guercino, del Canaletto", ha spiegato Giletti.

Poi i colpi, le detonazioni: "Questa è la situazione. Io non so quanto tempo potremo stare ancora qui fuori. Qua sta succedendo qualcosa. C’è un attacco in corso, non è suonato nessun allarme. Ci sono traccianti della contraerea… Stiamo vivendo un attacco probabilmente nemmeno annunciato. Non stare su di me, ma su ciò che sta succedendo intorno".

La situazione era molto pericolosa, in strada i militari erano pronti a combattere, lui e il cameraman sono sempre rimasti vicini: "C’è forse un attacco di droni, di qualcosa. Sentiamo colpi in direzione del mare. Ci dicono che dobbiamo rientrare". Così si è concluso il collegamento. 

Povia invitato a parlare di guerra su La7. La rete contro Giletti: "Inaccettabile"

Le critiche a Giletti

Prima che la situazione diventasse troppo rischiosa il giornalista aveva precisato di aver scelto di recarsi in Ucraina perché per parlare della guerra bisogna vederla, ma sui social, in particolare Twitter in molti hanno duramente criticato la scelta del direttore di Non è l'Arena. Un utente ha domandato: "Ma Giletti rimane in Ucraina?". Altri ancora hanno sottolineato la spettacolarizzazione del collegamento che è stata "Una vergogna inutile, nessun approfondimento, nessuna inchiesta, solo lo scoop della morte in diretta per fomentare contrapposizioni sterili e imbarazzanti in studio".

Qualcuno però è anche dalla sua parte e prova a difendere "socialmente" il giornalista.

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