Martedì, 13 Aprile 2021

Mentana risponde a Conte: "Mai censurato nessuno, il mio tg è libero"

In diretta domenica sera durante il Tg La7, la replica del direttore alla nota diffusa da Palazzo Chigi in seguito alla polemica nata venerdì dopo le parole del Presidente del Consiglio su Salvini e Meloni

Enrico Mentana

L'ultima parola (almeno per il momento) è di Enrico Mentana. Il direttore del Tg La7 torna sul 'conferenza gate', con un intervento - domenica sera in diretta - che fa riferimento al comunicato di Palazzo Chigi in cui si parla dei giornalisti che "sono anche liberi di sostenere la singolare opinione secondo cui il presidente del Consiglio non dovrebbe smentire fake news e calunnie nel corso di una conferenza stampa rivolta al Paese", tornando dunque alla polemica nata dopo la conferenza stampa di venerdì 10 aprile tenuta da Giuseppe Conte. In quell'occasione, secondo Mentana, il Presidente del Consiglio si è concesso "un uso personalistico delle reti unificate con l'attacco alle figure dell'opposizione", Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

"Se avessimo saputo, non avremmo mandato in onda quella parte della conferenza di Conte - aveva commentato Mentana in studio dopo le parole di Conte, che si era appena scagliato contro Matteo Salvini e Giorgia Meloni per le dichiarazioni dei due leader d'opposizione sull'accordo raggiunto dall'Eurogruppo - Aspettavamo per oggi un passaggio importante, il decreto, parole importanti sull'Eurogruppo e sulla task force. Il resto è polemica politica".

La replica di Enrico Mentana 

La spinosa nota di Palazzo Chigi non ha lasciato in silenzio Mentana: "Noi non censuriamo, non si dica questo. Qui la libertà è assoluta ma non c'è la libertà di qualcuno di dire 'ora va in onda quello che dico io'. Chiaro? La libertà è una cosa seria e noi preserviamo la nostra, nel rispetto di chi segue questo telegiornale e tutti gli altri telegiornali. Spero che venga preservata ancora, nonostante comunicati molto scomposti". Queste le parole del giornalista, che continua: "Il presidente del Consiglio ha tutto il diritto di indirizzarsi al paese e ha gli strumenti per farlo. Se ha usato questa risorsa così spesso in questi giorni è perché siamo alle prese con un'emergenza importante. Credo sia giusto ascoltare quando ci sono notizie, provvedimenti, svolte da chi sta guidando il paese, ed è il premier. Ma non le polemiche politiche. Per cosa? Le fake news? La vicenda Mes, oltretutto, è molto controversa. Salvini e Meloni sono intervenuti in maniera molto dura e in qualche modo sguaiata e censurabile dal punto di vista del buon rapporto politico dopo l'accordo dell'Eurogruppo. Il premier poteva intervenire con un post, un comunicato o un'intervista per ristabilire la verità e tutti l'avremmo ripreso le parole con forza".

"Non c'è nessuna censura, perché quando palazzo Chigi chiede di intervenire, interviene. E nessuno censura", dice Mentana. "Non può esser data la possibilità ad un capo del governo per intervenire su quello che vuole, quando vuole, perché questo non succede nella democrazia, diversa da tutti gli altri sistemi perché c'è l'opposizione, un elemento di equilibrio e pungolo. E quando sbaglia rafforza chi governa. Per quanto riguarda il Mes, stiamo più dalla parte di Conte e ancor di più di Gualtieri che da quella di Salvini e Meloni", dice rispondendo alle accuse di essere un "traditore, venduto, Cari odiatori, da questo telegiornale Salvini è stato criticato qui con questa voce su migranti, Ong, Carola Rackete, 25 aprile, censimento dei rom, sui 49 milioni, su Savoini e la Russia. Quando non era più ministro, sulla citofonata di Bologna. Su molte di queste cose, quelli che ora attaccano sono stati zitti o hanno approvato perché erano d'accordo o perché i loro beniamini erano alleati di governo".

"Voglio ricordare che si è anche votato entusiasticamente per sottrarre Salvini ad un processo da parte di quella parte dell'elettorato, anche grazie all'expertise di un omonimo dell'attuale presidente del Consiglio, anche lui Conte, anche lui premier". "Noi non censuriamo, non si dica questo. Qui la libertà è assoluta ma non c'è la libertà di qualcuno di dire 'ora va in onda quello che dico io'. Chiaro? La libertà è una cosa seria e noi preserviamo la nostra, nel rispetto di chi segue questo telegiornale e tutti gli altri telegiornali. Spero che venga preservata ancora, nonostante comunicati molto scomposti", conclude.

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