Mercoledì, 12 Maggio 2021

Nadia Toffa, la commovente lettera di Nina Palmieri: “Ti vedo e piango in silenzio”

Il ricordo della collega de 'Le Iene' per la giornalista scomparsa un anno fa è una diapositiva toccante dei momenti trascorsi insieme, dimostrazione di un'amiciza che resta nel cuore

Nina Palmieri e Nadia Toffa

A corredo di tre foto che definiscono pienamente la complicità, l’amicizia, la gioia di volersi bene, Nina Palmieri ha pubblicato su Instagram una lettera per Nadia Toffa, collega a ‘Le Iene’, ma soprattutto amica. Un’amica di quelle che ‘servono’ nel senso più alto del termine, che rendono migliore la vita, che non si dimenticano solo perché le circostanze hanno maledettamente reso impossibile un altro abbraccio.

A un anno esatto dalla scomparsa di Nadia, l’ennesima dimostrazione di ciò che la 40enne bresciana ha seminato nella sua breve ma intensa esistenza si racchiude nello scritto  dell’inviata del programma di Italia Uno che, partendo dalle 7.40 di quel 13 agosto 2019, scorre la rassegna di momenti felici e meno allegri, di istanti condivisi e di commozione inevitabile: diapositive di un legame che va oltre tutto e resta, a conferma di quanto amava dire ‘La Guerriera’: “Non importa quanto vivi, ma come vivi”.

13 agosto 2019 h: 7.40. Un messaggio whatsapp da chi ti amava e stimava tanto: “Nadia se n’è andata”. Si ferma tutto, anche il mio respiro. Chiudo gli occhi e ti vedo. Ti vedo in redazione, al telefono, nella stanza che abbiamo diviso per un anno con i piedi sulla scrivania e le tue gambe magre infilate in un paio di jeans da maschio, ti vedo per i corridoi in divisa mentre scappi con Marco ad affrontare chissà quale stronzo, ti vedo avvolta in un maglione pesantissimo mentre io schiumo per il caldo degli uffici milanesi perché hai sempre freddo, ti vedo dire “Dimmi Ninetta”, sederti e ascoltarmi con attenzione a un cm dal mio nasone mentre ti racconto di un possibile servizio “che puoi fare solo tu” (e poi l’hai fatto e sei stata come al solito perfetta), ti vedo mangiare le ciambelline al vino fatte dalla mia mamma e arrivate dall’Abruzzo a Cologno solo per te, ti vedo dirmi con la bocca piena “Mandiamole una foto per dirle grazie... mmmmm che buoneee!”, ti vedo pure un giorno in cui mi sei stata un po’ sulle palle ma poi è passato subito, ti vedo in fila da Davide per ore per avere “udienza” e “Nadia ce conviene farci una partitina a tressette”, ti vedo emozionatissima e per la prima volta truccata bene -e non con quell’improbabile trucco fai da te che ci contraddistingue- la sera del tuo debutto come conduttrice, ti vedo bere felice il terzo (o quarto?) bicchiere ad un aperitivo dove io arrivo ovviamente in ritardo, ti vedo ridere con la tua risata rumorosissima (pure quella con l’accento bresciano)... ti vedo e piango in silenzio. Mi succede sempre. Ti vedo... e mi piace pensare che non te ne sei andata veramente. Oggi un po’ si piange, ma solo un po’. Oggi ti festeggiamo Toffa. Tanto bene, ovunque tu sia. 

13 agosto 2019 h: 7.40. Un messaggio whatsapp da chi ti amava e stimava tanto: “Nadia se n’è andata”. Si ferma tutto, anche il mio respiro. Chiudo gli occhi e ti vedo. Ti vedo in redazione, al telefono, nella stanza che abbiamo diviso per un anno con i piedi sulla scrivania e le tue gambe magre infilate in un paio di jeans da maschio, ti vedo per i corridoi in divisa mentre scappi con Marco ad affrontare chissà quale stronzo, ti vedo avvolta in un maglione pesantissimo mentre io schiumo per il caldo degli uffici milanesi perché hai sempre freddo, ti vedo dire “Dimmi Ninetta”, sederti e ascoltarmi con attenzione a un cm dal mio nasone mentre ti racconto di un possibile servizio “che puoi fare solo tu” (e poi l’hai fatto e sei stata come al solito perfetta), ti vedo mangiare le ciambelline al vino fatte dalla mia mamma e arrivate dall’Abruzzo a Cologno solo per te, ti vedo dirmi con la bocca piena “Mandiamole una foto per dirle grazie... mmmmm che buoneee!”, ti vedo pure un giorno in cui mi sei stata un po’ sulle palle ma poi è passato subito, ti vedo in fila da Davide per ore per avere “udienza” e “Nadia ce conviene farci una partitina a tressette”, ti vedo emozionatissima e per la prima volta truccata bene -e non con quell’improbabile trucco fai da te che ci contraddistingue- la sera del tuo debutto come conduttrice, ti vedo bere felice il terzo (o quarto?) bicchiere ad un aperitivo dove io arrivo ovviamente in ritardo, ti vedo ridere con la tua risata rumorosissima (pure quella con l’accento bresciano)... ti vedo e piango in silenzio. Mi succede sempre. Ti vedo... e mi piace pensare che non te ne sei andata veramente. Oggi un po’ si piange, ma solo un po’. Oggi ti festeggiamo Toffa. Tanto bene, ovunque tu sia. ?? #leienepernadia #nadiatoffa #leiene

Un post condiviso da Giovanna Nina Palmieri (@ninadettaquella) in data:

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