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Domenica, 5 Febbraio 2023
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Non è l’Arena, le nuove rivelazioni di Baiardo a Giletti: "La mia fonte non sono i Graviano"

Salvatore Baiardo è nuovamente intervenuto a Non è l'Arena per commentare con Massimo Giletti le parole con cui, lo scorso 5 novembre, aveva previsto un arresto imminente del boss mafioso superlatitante, Matteo Messina Denaro

Salvatore Baiardo è tornato a parlare con Massimo Giletti – giornalista che ha trovato un canale privilegiato con il collaboratore di giustizia – davanti alle telecamere di La 7 in occasione della puntata di Non è l’Arena di domenica 22 gennaio.

Dopo le dichiarazioni rilasciate alla stessa trasmissione lo scorso 5 novembre - che in qualche modo paventavano la possibilità che Matteo Messina Denaro potesse decidere di consegnarsi allo Stato italiano – e dopo l’effettiva cattura di Messina Denaro lo scorso 16 gennaio, quelle frasi hanno assunto un significato particolare che, se era sfuggito inizialmente, è stato poi rimarcato dai principali organi di informazione internazionali. A precedere il dialogo tra Baiardo e Giletti, una intervista al filosofo Massimo Cacciari. Successivamente sono poi intervenuti anche i giornalisti Sandra Amurri ed Enrico Deaglio e l’ex ministro degli Interni Claudio Martelli.  

Cosa aveva detto Baiardo sull’arresto di Messina Denaro

Nessuna prova evidente, eppure le parole pronunciate da Baiardo, ospite di Giletti a Non è L’Arena “Fantasmi di Mafia” lo scorso novembre, hanno oggi il sapore di una premonizione o, quantomeno, di una strana coincidenza. Intervistato dall’ex giornalista Rai, Baiardo aveva profetizzato la cattura, a stretto giro, di Matteo Messina Denaro dichiarando che non sarebbe stato assurdo pensare che il boss super latitante, “molto malato, faccia una trattativa per consegnarsi lui stesso per fare un arresto clamoroso”. A distanza di un paio di mesi da quelle frasi, si è giunti alla cattura inaspettata di Messina Denaro, ricercato da 30 anni.

Baiardo e la trattativa Stato-mafia

Che le dichiarazioni di Baiardo – poco considerate al momento della loro pronuncia, siano ora tornate a fare rumore è una logica conseguenza: è possibile che si sia trattato di pure coincidenze? È possibile che siano state solo illazioni formulate sulla base di informazioni più o meno conosciute? 

Oppure, come neppure troppo velatamente lasciato intendere dall’ex sodale dei fratelli Graviano diventato nel tempo collaboratore di giustizia, è il segnale che la trattativa tra Stato e mafia non si sia mai interrotta? Alla domanda esplicita di Giletti su chi fossero gli attori della fantomatica trattativa, la replica di Baiardo fu netta: “Questo non me lo chieda”. 

Baiardo di nuovo in studio a Non è l’Arena

Rispetto alla volta precedente, stavolta Baiardo è in studio di fianco a Giletti ed è con un faccia a faccia che Giletti ha provato a dare risposte a tutti gli interrogativi sorti in seguito alle sue precedenti dichiarazioni. Si è partiti dal review del precedente servizio, poi si è partiti con l’intervista a tu per tu tra Giletti e colui che, ancora oggi, è considerato il portavoce dei fratelli Graviano.    

Allora, ha esordito Giletti: “Era una profezia la sua?”. La replica di baiardo: “Non sono profezie, sono cose delicate e serie: stringevano i tempi, le ho fatto quelle confessioni invitandola a vederci con urgenza per non perdere altro tempo”.

“Come faceva a sapere che Messina Denaro era malato?”, ha continuato Giletti. Anche qui, Baiardo ha risposto con prontezza: “I giornalisti oggi dicono che correva voce che lo fosse, allora perché nessuno lo ha mai detto? Chi me l’ha detto e perché lo sapevo? Non posso dirlo, a maggior ragione in televisione”.

"Dicono che sono i Graviano a suggerirle di andare da Giletti per dire quello che ha detto, è vero?", lo ha incalzato Giletti. Qui Baiardo si è preso del tempo per articolare una lunga risposta: "Si chieda, Giletti, perché Riina, Provenzano, Messsina Denaro sono stati arrestati in Sicilia e i Graviano a Milano: i fratelli Graviano si stavano facendo un’altra vita. Se si sono trasferite nel febbraio del 1992 al Nord non è per continuare a delinquere e fare i mafiosi: vogliono tirarsi via da un certo ambiente, come facevano a sapere di Messina Denaro? Non ci sono solo i Graviano, ci sono anche altri. Io non parlo per bocca dei Graviano".

La chiosa è un elogio di Baiardo a Giletti: "Lei è veramente coraggioso nell’affrontare certe situazioni: quanti suoi colleghi lo farebbero e lo fanno? Il coraggio non le manca". 

Chi è Salvatore Baiardo

Piemontese di origini siciliane, Baiardo è stato legato per molti anni ai fratelli Graviano, boss di Cosa Nostra, e ha scontato quattro anni di carcere per favoreggiamento e riciclaggio di denaro a favore dei Graviano. Successivamente pentitosi, Baiardo ha cominciato a collaborare con la giustizia anche di eventi tragici – leggi le stragi del 1993 – che ancora chiedono risposte definitive.

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