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Lunedì, 16 Maggio 2022
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INTERVISTA | Lisa guarda a Sanremo: "Presenterò un brano. Bertè? Critiche gratuite, mi aspettavo le sue scuse"

Dopo il trionfo a 'Ora o mai più', la cantante calabrese si racconta tra il nuovo album, l'amore "in stand-by" e il tumore che l'ha tenuta lontana per anni dal palcoscenico. E non esclude il "bis" su Rai 1 con 'Tale e Quale Show'...

"Quante canzoni ho raccolto nel cassetto? Tantissime. Ma ho preferito tornare con 'C'era una volta’, perché è un testo che racconta la capacità di gettarsi alle spalle il passato per ricominciare dal presente”. Al telefono la voce è familiare e vivace, specchio di quella grinta che, già da bambina, la portava ad "esibirsi" per i passanti dal balcone di casa: Lisa è tornata. Dopo un periodo di lontananza forzata a causa della malattia, la cantante calabrese, 41 anni, è pronta a calarsi di nuovo a pieno regime nel mondo della musica, complice il trionfo a "Ora o mai più", il talent show delle "seconde occasioni" targato Rai 1. E la sua "C'era una volta", in poche ore, ha già scalato posizioni su iTunes.

Nel passato una carriera cominciata da giovanissima, con il secondo posto a Sanremo Giovani nel 1997, quindi il terzo fra i Big nell'anno successivo e la fama all'estero, soprattutto in Francia, tra album e musical; poi la brusca battuta d'arresto nel 2006, con un cancro al cervello che, per circa sei anni, la costringe a vivere distante dalle scene. Nel futuro lo spazio per un riscatto. In mezzo, ieri come oggi, una costante: l'affetto del pubblico, rimasto immutato nel tempo: "I miei sostenitori non hanno mai smesso di inviarmi lettere e supportarmi", spiega a Today.


La tua è stata definita una vittoria annunciata. 
Per tutti ma non per me. E' impossibile essere certi di vincere in un programma così articolato. Dentro di me, però, sentivo di aver vinto già durante la prima puntata: avevo vinto nei confronti degli spettatori, che sin dall'inizio mi hanno apprezzata e riabbracciata ancora una volta in modo caloroso; avevo vinto con me stessa, perché, accettando una trasmissione così ben strutturata, avrei avuto la possibilità di esprimermi sia in maniera vocale che a beneficio della mia crescita personale. 

In che modo Ora o mai più si è rivelato "terapeutico"?
Ho sempre faticato a raccontare le mie emozioni, ho preferito esternarle esclusivamente attraverso la musica, senza mai rivelare direttamente ciò che ho passato. In tv, invece, ho cominciato un cammino introspettivo che mi ha portata a ripercorrere tutta la mia vita, anche quei ricordi negativi che nel tempo avevo cercato di dimenticare. Non è stato semplice, ma si è rivelato un bene, perché ho riaperto porte di cui avevo gettato la chiave ed ho affrontato di petto i miei trascorsi. 

Hai detto che parlarne in pubblico è stato "imbarazzante". 
Quando ho deciso di raccontarmi l'ho fatto con uno scopo preciso: dare uno stimolo positivo per affrontare problematiche di questo tipo. Una responsabilità e un onore allo stesso tempo. Oggi so che il messaggio è stato recepito: in tanti, via social, mi confidano le loro esperienze. Due storie, in particolare, mi hanno commosso, quelle di due persone che si sono svegliate dal coma ascoltando le mie canzoni: ho inviato loro un messaggio in cui ho condiviso tutta la mia gioia. Ciò che mi sta a cuore, però, è soprattutto lanciare un appello per la prevenzione: mai ignorare i segnali del corpo, mai essere vigliacchi, io l'ho fatto per un anno intero ed è stato pericolosissimo, sono stata molto fortunata. Non siamo immuni, né eterni: siamo tutti di passaggio. 

In questi anni non hai mai abbandonato la passione per la musica. 
Mi sono aggrappata con le unghie e con i denti alla vita. Non ho smesso di scrivere neanche quando ho avuto una ricaduta, nel 2011. In un momento difficile, poi, ho voluto pubblicare l'album "Rispetto 6.1", perché mi sono detta che qualsiasi cosa sarebbe accaduta avrei voluto lasciare un segno, il mio messaggio. Solo da due anni a questa parte, però, la siuazione è tornata stabile, l'anno scorso ho ripreso i live, poi è arrivato Ora o mai più.

Come è cambiato il confronto con il successo tra quando avevi vent'anni ed oggi?
Non è cambiato. L'entusiasmo è lo stesso. Ed anche la semplicità. Conoscere la fama da giovanissima non mi ha "sradicato" dal tenere i piedi ben saldi per terra, così come non lo ha fatto oggi. Vivo da sempre con grande equilibrio le gioie che arrivano, per quanto me le godo in maniera esplosiva. Ho lavorato sulla mia timidezza, questo sì: bisogna guardare la vita con occhi spalancati per godersi ogni singolo momento. 

Crediti Foto Kenzo Photoghapher

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"C'era una volta" è il tuo inedito. Perché lo senti "tuo"?

Racconta la storia di tutti, la voglia di rimettersi in gioco nonostante la paura. A volte, in amore, basterebbe poco per riscoprire il fuoco della passione, per riprendersi per mano, ma non lo facciamo per orgoglio. Perché non arrendersi ad amare? 

C'è l'amore nella tua vita?
I sentimenti sono sempre in circolo, ma al momento mi ritengo in "stand by". I corteggiatori non mancano e non sono mai mancati, sia tra i personaggi importanti che tra le persone comuni. Ma io sono per la normalità: non guardo all'identità di una persona per innamorarmi, né alla sua professione. 

Cosa apprezzi?
Mi interessa che ci siano valori. Una persona potrebbe affascinarmi se ci fosse una grande forma di rispetto, se avesse contenuto e se si mostrasse sensibile come lo sono io. 

Dall'amore ai veleni: "C'era una volta" ha attirato le critiche di Loredana Bertè, che ha parlato di plagio rispetto a "Ti sento" dei Matia Bazar.  Come replichi?

Mi ha attaccata in maniera gratuita, perché non è un plagio. Qualsiasi musicista sa che non lo è, ma lei non ha mai studiato musica, lo ha ammesso, e quindi non lo sa. Plagio è appropriarsi di una canzone già esistente, riprendendone la melodia dall'inizio alla fine, e questa canzone non lo fa con nessun brano. Capisco che nel gioco ci sta la battuta fuori luogo, ma ciò che ha detto è grave, avrei potuto anche denunciarla.  

Ti ha ferita?
Sono rimasta colpita, visto che più volte mi aveva definita la vincitrice ideale del programma. E' strano poi che un'accusa del genere arrivi proprio da lei, che per prima ha detto di aver subito attacchi ingiusti. Le sue parole avrebbero potuto farmi molto male, ma il pubblico, sovrano e intelligente, è andato oltre. Una canzone può sempre evocarne un'altra. E' come se ad uno stilista venisse chiesto di non utilizzare più i pois, perché lo ha già fatto un altro: è il taglio che fa la differenza. Io, poi, sono così orgogliosa del mio lavoro che non indosserei mai l'abito di qualcun altro. 

Dai toni si deduce non vi siete chiarite dopo la puntata...

Speravo mi chiamasse una volta resasi conto della gravità della cosa ma questo non è avvenuto.


Guardiamo al futuro. Alcuni rumors ti vogliono al prossimo "Tale e quale show"... Realtà o fantasia?
Vediamo che cosa succede (qui Lisa, solitamente prolissa, tende a tagliare corto, ndr). Intanto partirò con i live, sarà un'estate spumeggiante. Poi valuterò le canzoni da inserire nel nuovo album.

E un ritorno al Festival di Sanremo?
Mi piacerebbe molto partecipare. Presenterò un brano, una canzone che io ritengo straordinaria. Vediamo se Claudio Baglioni accetterà. Sarebbe il momento giusto per tornare su un palco così importante. 

Per seguire Lisa: 

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