Martedì, 9 Marzo 2021
il grazie della showgirl

La iena Pelazza condannato, Elisabetta Canalis: "Hai pagato in prima persona per la verità"

Il Tribunale di Milano ha inflitto due mesi di carcere (convertiti in multa) all'inviato che aveva cercato di intervistare la giornalista Guia Soncini sulla vicenda legata alla diffusione di foto private del compleanno della showgirl

Elisabetta Canalis, foto @Instagram

Il Tribunale di Milano ha condannato l'inviato de 'Le Iene' Luigi Pelazza a due mesi di carcere, convertiti su richiesta dell'imputato alla pena pecuniaria di 15 mila euro, per il reato di violenza privata ai danni della giornalista Guia Soncini. Fatti che risalgono al 2015. Pelazza voleva intervistare la giornalista in merito all'inchiesta che la vedeva coinvolta - insieme a Selvaggia Lucarelli e Gianluca Neri - sulla fuoriuscita di foto private scattate al compleanno di Elisabetta Canalis, nel 2010, sottratte dall'account di posta elettronica dell'amica Federica Fontana. Un'inchiesta per la quale è stata successivamente assolta, così come sono stati assolti anche Neri e la Lucarelli, "perché il fatto non sussiste". 

Sul piede di guerra con i tre giornalisti, invece, è rimasta Elisabetta Canalis, ancora scottata per quella vicenda. Appena apppreso della sentenza di condanna nei confronti di Luigi Pelazza, l'ex velina ha espresso solidarietà per l'inviato e per tutta la redazione delle Iene, condividendo tra le storie Instagram una parte di quel servizio in cui Pelazza provava a intercettare la Soncini: "Grazie Luigi Pelazza e redazione iene per quello che avete fatto in nome della verità - scrive la showgirl - Rischiando e pagando in prima persona". 

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Luigi Pelazza: "Ricorreremo in Appello e in Cassazione"

Non si arrende Luigi Pelazza, che continua a respingere l'accusa e dichiara: "Accettiamo questa sentenza ma è ovvio che riteniamo di non aver sbagliato, quindi ricorreremo in Appello e in Cassazione. Questo è sicuro, perché non è nostra abitudine usare violenza nei confronti delle persone, e soprattutto delle donne. Ma ti pare che noi andiamo a usare violenza, ingiuriare, molestare? Assolutamente no". E infine: "Noi non vogliamo dar fastidio. Cerchiamo di arrivare a scoprire qualcosa di più, poi capitano anche questi episodi. Se lei si fosse fermata, avesse risposto alla domanda, la cosa sarebbe finita lì. Andrò avanti, certo però che è una lezione. Ovvio che la prossima volta manterremo di più la distanza sociale".

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