Domenica, 11 Aprile 2021

Coronavirus e tv, Pippo Baudo: "Bene informazione, ma serve intrattenimento"

Il conduttore racconta come sta vivendo questo periodo di isolamento casalingo, causato dall'emergenza sanitaria

Pippo Baudo, 83 anni

"E' giusto avere paura. Anche il Papa ha detto che siamo tutti sulla stessa barca e abbiamo paura. La paura è un sentimento logico, normale, che deve accompagnarci e che bisogna sapere vincere". Così Pippo Baudo, ospite di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, ha raccontato come sta vivendo questo periodo di isolamento casalingo, causato dall'emergenza Coronavirus.

Baudo e la tv in quarantena: "Bene informazione, ma più intrattenimento"

Passatempo preferito di Baudo, conduttore-simbolo della tv, è ovviamente il piccolo schermo. “Sono a casa, tranquillo, non esco da un mese. Leggo, ascolto musica, cammino e guardo molta tv. Ieri sera, ad esempio, ho rivisto Montalbano”, ha confidato, per poi aggiungere che, a suo parere, le reti dovrebbero programmare più programmi di intrattenimento. “L'informazione ci vuole, è indispensabile. Però un po' più di intrattenimento non farebbe male, per 'spensierare' un po'”.

A tal proposito, il presentatore siciliano ha lanciato l'idea di rivedere in onda show memorabili come 'Fantastico' e 'Canzonissima'. "Si potrebbe rimandarli così come sono stati fatti, sarebbe un bello spettacolo, in quei programmi c'erano un sacco di ospiti internazionali, come Madonna”. In molti programmi oggi il contributo degli ospiti arriva via Skype o web. Che giudizio dà di queste nuove modalità? “Mi sembra come andare in bicicletta e sentire che stai in macchina". Ora il sabato sera sta andando in onda Fiorello col meglio del suo Viva Raiplay! “: Anche quello va bene”.

Ma come trascorrendo l'instancabile Pippo questi giorni di isolamento domestico forzato? Molti, durante questo periodo di 'isolamento', si dilettano ai fornelli. “Io invece sono negato - confessa - Non sono un uomo da cucina”. Vista la grande quantità di premi che ha vinto, potrebbe approfittarne per rivederli e rimetterli in ordine. “No, i premi che ho ricevuto sono attaccati alle pareti, ogni tanto me li guardo ma non ho questo gusto per l'autocelebrazione”. Cosa gli manca di più in questo momento? “Mi manca la possibilità di dire: questa pandemia è finita, torniamo in piazza ad abbracciarci. Spero di poter partecipare, un giorno, a questo rito”. “La prima cosa che farà una volta finita questa situazione sarà andare da mia figlia a Milano”.

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