Lunedì, 25 Gennaio 2021
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"Il primo re" è su Netflix: differenze e analogie con la serie tv "Romulus"

Per chi sente la mancanza della serie Sky e non ha ancora visto il film di Rovere

Foto dalla pagina uficiale su Facebook de "Il primo re"

Dal 2 gennaio è disponibile su Netflix "Il primo re", film del 2019 scritto e diretto da Matteo Rovere, lo stesso autore e regista di "Romulus", la serie tv andata in onda su Sky tra novembre e dicembre scorsi (e ancora disponibile on demand su Sky Go). Entrambi, la serie e il film, parlano dello stesso mito, quello di Romolo e Remo e della fondazione di Roma, ma le due storie sono molto differenti, nonostante ci siano ovviamente anche delle analogie. 

Romulus ha avuto un grande successo di pubblico, anche superiore a quello del film, che pure era stato apprezzato da spettatori e critica per la qualità della produzione, per la cura dei dettagli, per la fedeltà storica rispetto all'epoca delle vicende narrate e anche per il coraggio di proporre un film interamente recitato in una lingua chiamata proto-latino, o latino arcaico.

Per chi si fosse imbattuto più o meno casualmente in Romulus, senza aver visto Il primo re, o viceversa per chi ha visto il film al cinema ma non ha ancora visto la serie tv, può essere utile conoscere le principali differenze e analogie tra Romulus e Il primo re, e anche tra entrambe le opere di Rovere e il mito di Romolo e Remo. 

Il mito di Romolo e Remo

Iniziamo con la leggenda. Secondo il mito classico di Romolo e Remo, narrato soprattutto dagli storici antichi Tito Livio, Ovidio, Varrone (romani) e Plutarco e Dionigi di Alicarnasso (greci), la storia inizia nel XIII secolo a.C. con la fuga di Enea (protagonista dell'Eneide di Virgilio) da Troia, dopo la conquista degli Achei, insieme al padre Anchise e al figlio Ascanio (poi chiamato anche Iulo, da cui la gens Iulia di cui aceva parte Giulio Cesare).

Dopo aver lasciato anche Cartagine e Didone, Enea e i suoi soldati raggiunsero le coste del Lazio. Enea, vedovo di Creusa, sposa Lavinia, figlia del re Latino, e poi si scontra con i Rutuli guidati da Turno, che resta ucciso. Enea fonda allora la città di Lavinium, mentre tempo dopo il figlio Ascanio/Iulo fonda la città di Alba Longa.

Alba Longa diventa sempre più grande, finché arriviamo a re Numitore, il cui trono viene usurpato dal fratello minore Amulio, che compie numerosi crimini e costringe la figlia di Numitore, Rea Silvia, a diventare una sacerdotessa vestale e quindi a fare voto di castità, in modo da interrompere la stirpe del fratello. 

Ma Marte si innamora di Rea Silvia e la mette incinta. Silvia partorisce due gemelli, Romolo e Remo, che Amulio vuole far sparire e quindi ordina a due schiavi di abbandonarli in una cesta e di lasciarli in balia della corrente del Tevere. Il fiume è appena esondato, ma quando si ritira la cesta resta all'asciutto e viene trovata da una lupa, che quando vede i bambini li allatta. 

I gemelli vengono poi trovati da Faustolo, pastore dei porci di Amulio, che decide con la moglie Acca Laurentia di allevarli. I due crescono, e iniziano a fare scorribande e rapine contro i banditi, dividendo poi i bottini con i pastori. Finché un giorno vengono attirati in una imboscata e Remo viene catturato e portato prima da Amulio, che lo lascia a Numitore.

Dopo poco Numitore capisce di essere di fronte al nipote e insieme vanno da Romolo, che nel frattempo aveva deciso di assaltare Amulio. Insieme lo uccidono e rimettono il nonno sul suo trono, ma decidono di fondare una loro città.

I due occupano il colle Palatino (Romolo) e l'Aventino (Remo). A questo punto ci sono diverse teorie, dallo scherzo di Remo che fa arrabbiare il fratello, all'uccisione per mano della guardia Celere ad altre ancora. In ogni caso Remo viene ucciso e Romolo fonda Roma. 

Romulus e Il primo re, differenze e analogie

La serie tv e il film divergono in molti punti. Essenzialmente, Il primo re racconta il mito della fondazione dell'Urbe (a proposito, urbe deriva da urbum, l'aratro con cui Romolo scava il solco per la sua cinta muraria che il fratello scavalca), mentre Romulus, che essendo una serie di cui già solo la prima stagione ha 10 episodi ha più tempo, prova a raccontare una possibile (ma inventata) storia vera da cui potrebbe essere nato il mito fondativo. 

Una cosa su cui i film sono simili è nel fatto che Romolo e Remo non sono gemelli, e che non sono stati abbandonati da neonati in una cesta sul fiume. Senza fare troppi spoiler, ne Il primo re i due fratelli vengono travolti da una esondazione del Tevere e catturati dai soldati di Alba Longa, da cui si liberano e da cui liberano anche altri prigionieri sabini e latini. 

In Romulus, invece, i due protagonisti non sono davvero fratelli e non si chiamano nemmeno Romolo e Remo, bensì Wiros e Iemos (o Iemos e Wiros, ancora non è chiaro chi sarà Romulus): Iemos è figlio di Silvia e nipote di Numitore, il cui trono viene usurpato da Amulio che scaccia da Alba Longa la famiglia del fratello, uccidendo anche Enitos, vero fratello di Iemos. E ci fermiamo qui nel racconto della storia per non rovinare la visione della serie. 

Un'altra analogia tra film e serie è, come detto, nell'uso del protolatino. Tuttavia, in un certo senso si può dire che questa lingua, inventata partendo dai pochi documenti disponibili e ricostruita a ritroso, è più grezza ne Il primo re, mentre il lavoro filologico è andato avanti e approfondito prima di creare la serie. 

Diversi sono anche gli attori delle due opere: nel film Alessandro Borghi è Remo mentre Alessio Lapice è Romolo, nella serie Manuel Meli è Yemos mentre Federico Campaiola è Wiros. 

Il film è costato oltre 7 milioni di euro, la serie più di 20: in entrambi i casi, quindi, possiamo parlare di produzioni molto costose, soprattutto per gli standard italiani, e considerato anche che l'unico attore famoso è Borghi. 

Concludiamo dicendo che la cosa che più accomuna Il primo re e Romulus, oltre a Matteo Rovere, è che si tratta in ambo i casi di prodotti di primissimo livello, che meritano quindi di essere visti. Romulus su Sky, Il primo re su Netflix. 

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