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Giovedì, 20 Gennaio 2022
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I dieci programmi più visti del 2021 secondo l’Annuario della tv italiana

La ricerca è stata diretta dal prof. Massimo Scaglioni, direttore del Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

È nato il primo Annuario della Televisione Italiana, uno strumento unico e innovativo per l’analisi dell’industria del broadcasting in un anno cruciale di trasformazione segnato sia dagli effetti della pandemia di Sars-Cov-2 quanto dall’ibridazione sempre più marcata fra televisione e streaming e dalla crescente competizione fra editori tradizionali e piattaforme.

La ricerca, diretta dal prof. Massimo Scaglioni (direttore del Ce.R.T.A), è stata sviluppata nel corso del 2020-21 dal Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in collaborazione con Auditel, APA (Associazione Produttori Audiovisivi), Sensemakers (per la parte relativa alla “Total Audience”, ovvero la TV vista attraverso apparecchi connessi in rete) e Talkwalker (per la parte della cosiddetta “Social TV”, ovvero la visione, la condivisione e l’engagement di contenuti televisivi sui social media come Facebook, Instagram, Twitter). Il risultato è la ricostruzione dell’evoluzione dell’offerta e del consumo di televisione e audiovisivi in streaming nell’annualità 2020-2021: un monitoraggio mese per mese che ha riguardato oltre 30mila ore di contenuti prodotti dagli editori televisivi e dalle piattaforme digitali per capire le tendenze più rilevanti della tv e dello streaming, mercato che in Italia ha un valore stimato di 9,5 miliardi di euro.

L’Annuario 2021, consultabile con il volume “La Televisione nella pandemia. Intrattenimento, fiction, informazione e sport nell’anno del Covid-19” a cura di Massimo Scaglioni (Carocci 2021) oppure sul relativo sito online contenente tutte le info-grafiche, si offre come un mezzo di analisi e di comprensione di quelle che sono le dinamiche della produzione, dell’offerta e dei consumi di televisione e di audiovisivi nel nostro Paese.

L’Annuario della tv 2021

L’indagine fa riferimento a un periodo di profonda trasformazione in cui il virus ha funzionato da elemento di accelerazione di una serie di trasformazioni che erano già in corso. L’ultimo decennio ha rappresentato senza dubbio un periodo esplosivo, su cui si è innestata la forza dirompente della pandemia con effetti riversati anche sul cambiamento delle abitudini mediali degli italiani e, dunque, sulle strategie messe in campo dai principali player. In particolare, osservando il consumo di contenuti audiovisivi di cui il sistema del broadcasting continua a costituire il fulcro cruciale, si è notato come la pandemia abbia rappresentato un periodo di grande accelerazione che può essere messo in luce a partire dalle molte ricerche che hanno provato a tracciare il contesto del mutamento nel suo farsi.

La maggiore presenza di smart tv o televisori connessi in rete nella disponibilità degli italiani attestata dalla ricerca Auditel-Censis ha spinto sul piano tecnologico a un maggior consumo di contenuti audiovisivi in streaming, per lo più in modalità non-lineare (on-demand). Nel periodo del lockdown (fra la fine di febbraio e l’inizio di maggio 2020), poi, il consumo di televisione in generale (la cosiddetta “tv tradizionale”) è, com’era prevedibile, molto cresciuto: la platea ha raggiunto un picco di 15 milioni di spettatori medi a livello nazionale nell’intero giorno, in corrispondenza in particolare con la tredicesima settimana dell’anno 2020 (fra il 22 e il 28 marzo). Si tratta di un aumento di quasi il 50% rispetto allo stesso periodo del 2019, con una crescita dei minuti visti per individuo che salgono oltre alle 6 ore. In quello stesso periodo il consumo di TV nel prime time raggiunge e supera i 30 milioni di spettatori medi (marzo e aprile 2020).

I dati dell’Annuario della tv 2021

L’annualità considerata dalla ricerca comincia il 1° settembre 2020 – con l’inizio della stagione autunnale – e si chiude con l’estate del 2021. Si tratta di un periodo sui generis: per fare un solo esempio, il periodo delle “strenne” (le festività natalizie comprese fra dicembre 2020 e gennaio 2021) si è incrociato di nuovo con pesanti misure di limitazione delle attività sociali in diverse parti d’Italia, e questa rilevante variazione ha inciso senz’altro sulle dinamiche di consumo tanto della tv tradizionale lineare quanto dello streaming.

Gli italiani non guardano più la tv? Macché: come funziona davvero il sistema televisivo (piattaforme comprese) 

Gli eventi dell'anno tv

Tra le altre cose, la ricerca ha stilato la top 10 dei programmi di prime time dell’anno (2020-21) più visti in Ascolto Medio attraverso la tv con esclusione di eventi sportivi e informativi.

1) Il Commissario Montalbano. Il metodo Catalanotti (9.017.000)

2) Festival di Sanremo (8.305.000)

3) Doc. Nelle tue mani (7.536.000)

4) Le indagini di Lolita Lobosco (7.065.000)

5) L’anno che verrà (6.997.000)

6) Makari (6.403.000)

7) C’è posta per te (6.303.000)

8) Mina Settembre (6.159.000)

9) Leonardo (5.865.000)

10) Amici di Maria De Filippi (5.846.000)

Per quanto riguarda, invece, i programmi tv fruiti attraverso device connessi in Rete, come SmartTV, Smartphone, Tablet e Pc, sempre ad esclusione di contenuti sportivi e informativi, questi sono stati quelli più visti.

1) Grande Fratello Vip (281.869.000 stream)

2) Daydreamers (179.179.000 stream)

3) Amici di Maria De Filippi (143.515.000 stream)

4) Uomini e donne (129.046.000 stream)

5) Le Iene (93.351.000 stream)

6) Il paradiso delle signore (58.960.000 stream)

7) Il collegio (53.635.000 stream)

8) Verissimo (36.576.000 stream)

9) L’Isola dei famosi (29.856.000 stream)

10) Che Dio ci aiuti (26.241.000 stream)

11) Festival di Sanremo (23.299.000 stream)

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