Giovedì, 4 Marzo 2021

Cosa pensano i virologi della nave per il pubblico di Sanremo 2021

Da Bassetti a Salmaso, un giro di opionioni sulla realizzazione della prossima kermesse canora, in programma in primavera

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Il Festival di Sanremo "si può fare in sicurezza e l'ideale sarebbe avere il pubblico in 'bolla', ovvero una settimana prima dell'inizio della manifestazione si organizza uno screening completo e si tiene lontano dall'esterno. Come avviene anche nel calcio. Si faranno poi i controlli ogni 2-3 giorni. Non occorre una nave da crociera per creare una bolla, si possono usare anche gli alberghi di Sanremo". Così all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e componente dell'Unità di crisi Covid-19 della Liguria. 

"Chiedere come ha fatto qualcuno al Comitato tecnico scientifico (Cts) delle linee guida per il Festival mi sembra assurdo - avverte Bassetti - Credo che si possano usare dei professionisti esterni alla Rai, esperti specializzati in epidemiologia, microbiologia, infettivologia, che possono consigliare qual è il modo migliore per gestire la manifestazione in sicurezza. Chiederlo al Cts è chiederlo all'ufficio complicazioni". 

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A fare eco è l'epidemiologa Stefania Salmaso. "La bolla si può fare" dichiara, ma mette in guardia dalla possibilità che nascano focolai. 

Il Festival "si può fare in sicurezza, con protocolli molto mirati, ma va detto che non c'è rischio epidemiologico zero", sottolinea poi Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali) e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma. "Si possono pensare delle soluzioni anche per avere il pubblico in sala, che dovrebbe essere sempre lo stesso - aggiunge Andreoni - Serve poi un piano di screening ripetuto nel tempo, come accade già nel calcio. E' chiaro che però non si può avere la garanza al 100% che tutti quelli coinvolgi siano negativi perché si può essere positivi subito dopo un test negativo". "Il distanziamento e l'uso delle mascherine devono essere perentori - avverte l'infettivologo - Vanno utilizzati ambienti più ampi possibili e aerati, che facilitano così dispersione del virus. Non è facile organizzare un protocollo simile, mirato per ogni settore coinvolto nella produzione del Festival, ma - conclude - ci si può lavorare da oggi e per marzo essere pronti". 

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