Lunedì, 8 Marzo 2021

Tiziano Ferro: “Amore e odio arriveranno comunque, tanto vale essere amati e odiati per quello che si è”

Il cantante si racconta da Mara Venier a Domenica In, parlando della sua vita, delle sue difficoltà e della sua forza. “Le cicatrici sono il mio superpotere”, dice

Più che un’intervista, ancora una volta è stata chiacchierata tra vecchi amici. Mara Venier a Roma, Tiziano Ferro in collegamento da Los Angeles, i due hanno animato per più di un’ora il pomeriggio di “Domenica In” in occasione dell’uscita del documentario sulla vita di Tiziano Ferro su Prima Video, nel quale il cantante di Latina si mette a nudo raccontandosi senza filtri. 

Tiziano Ferro non nasconde niente, racconta la sua adolescenza, i suoi problemi con i coetanei, la sua lotta con il peso, gli inizi della carriera e la lotta per essere all’altezza delle aspettative. Un percorso difficile, che ha lasciato dei segni profondi in Tiziano Ferro, che il cantante non nasconde. “Io non dimentico mai, per me è stato difficile imparare a dire quello che provavo. Abbiamo bisogno tutti di imparare a capire cosa si prova e imparare a dirlo". 

Tiziano Ferro e gli hater: "Non dedicare tempo a chi ti odia"

“Nella vita delle persone ci sono dei passaggi. Noi facciamo di tutto per parare colpi, per sembrare sempre perfetti e piacere a tutti. Poi arriva un momento, per disperazione, fortuna, gioia, coraggio o follia, che capisci che mantenere vive tre o quattro versioni di te stesso per compiacere le persone è molto più faticoso che fare il contrario”, dice Tiziano Ferro. “Amore e odio arriveranno comunque, tanto vale essere amati e odiati per quello che si è”. 

“Una terapia molto importante che consiglio a tutti. Qualsiasi condizione scomoda, che sia una malattia o ansia o depressione, nel momento in cui esci dalla segretezza già la curi un po’". Ma quanto ti è costato ricordare tutto?, chiede Mara Venier.  “Io non dimentico mai niente. Per me non è stato un lavoro ricordare, ma lo è stato imparare a dire le cose. Sono diventato famoso a vent’anni e a quell’età non sai chi sei, che uomo vuoi diventare, mentre tutti te lo chiedono. Io non avevo risposte, provavo a metterle insieme. Man mano andando avanti ho iniziato a scoprire queste risposte, ma ci vuole tempo, solo che io l’ho fatto sempre davanti alle telecamere”. 

“Ci sono sempre stati gli haters, gli odiatori. Ma io ho una teoria: dove ci sono le haters, se ne hai tanti, vuol dire che hai anche tanti lover, è una questione di statista matematica. Non dedicare tempo a chi ti odia, dedica un minuto a chi ti ama. Ogni volta che leggo un messaggio brutto sui social, invece di rispondere a quella persona mi impongo di rispondere a chi invece mi ha scritto un bel messaggio”

Tiziano Ferro a Domenica In: "Le cicatrici ora sono i miei superpoteri"

Rimangono le cicatrici, “che per me sono una grande barriera, i miei superpoteri”. “Riesco a guardare il mondo attraverso le mie cicatrici ma so che esiste una soluzione. Ogni cicatrice nel documentario la racconto dal punto di vista di uno che racconta la sua visione di soluzione. Le cicatrici sono anche belle. Da una parte vogliamo essere unici e ricordati, dall’altra facciamo di tutto per coprire i segni che ci rendono unici”.

Tiziano Ferro si è lasciato andare raccontando anche della dipendenza, del grande lavoro di analisi che ha fatto e sta ancora facendo, del suo rapporto con il cibo e con il proprio corpo, fino alla sessualità. “Appena il successo diventò internazionale, il problema diventò uno solo. C’erano queste riunioni su di me, tra le varie case discografiche, e il tema era sempre: ‘Sembra troppo gay’ - ricorda - Quando andavo in promozione nei vari paesi, non mi facevano nemmeno uscire dall'aeroporto, mi portavano in bagno e con uno stilista mi rivestivano con vestiti ritenuti più idonei e maschili e poi mi facevano iniziare la promozione”. 

Tiziano Ferro contro odio e ofomobia

“È un senso di manipolazione e violenza psicologica che non è meno grave di quella fisica ed è per questo che c’è bisogno di una legge contro l’odio, perché l’odio è anche questo. Provare a imporre le idee, a manipolare, a denigrare, una persona che sta lavorando crea dei traumi che ti segneranno per sempre. Io sono stufo di andare in giro e ascoltare che la salute mentale sia meno grave di quella fisica. Una legge contro l’odio serve, perché i danni all’umore che portano poi al suicidio non sono meno gravi di quelli fisici al corpo", ha ricordato il cantante, facendo riferimento alla legge contro l'omofobia e le discriminazioni di cui si discute oggi in Italia. "Quella è stata una delle cose che mi è tornata e che ho voluto condividere perché la manipolazione, l’odio, la segregazione la discriminazione arrivano in maniera molto più sottile. Glielo lasciavo fare perché pensavo che me lo meritassi e che loro avessero ragione", ha detto Ferro, spiegando perché secondo lui c'è bisogno di una legge. 

"A molte persone mancano i punti di riferimento. Se inizi a spiegare che legalmente non è possibile discriminare, licenziare, manipolare, attivare alcuni tipi di violenza anche psicologica nei confronti di una persona che non corrisponde a idee preconcette, allora forse le persone e inizieranno a dire 'magari non capisco, però non si fa” e dall’azione forzata si passerà alla comprensione". 

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