Mercoledì, 3 Marzo 2021

"Ulisse" parla dell'Olocausto, l'appello commosso di Alberto Angela ai giovani

In onda la puntata dedicata al rastrellamento degli ebrei del Ghetto di Roma il 16 ottobre 1943 e il loro viaggio verso i campi di sterminio. Il post di Angela su Facebook diventa virale

Il sabato sera di Rai Uno è ancora all’insegna della cultura e della storia, con la nuova puntata di “Ulisse il piacere della scoperta”, il programma di Alberto Angela

Sabato 13 ottobre il divulgatore più amato della tv racconta “Viaggio senza ritorno”, la storia degli ebrei rastrellati dal Ghetto di Roma il 16 ottobre 1943 e del loro viaggio verso Auschwitz-Birkenau. 

Il programma si arricchisce con le testimonianze di chi c’era, di chi ha vissuto quegli eventi, dalla senatrice a vita Liliana Segre a Sami Modiano. 

Ulisse su Rai Uno, il post di Alberto Angela su Facebook

Alberto Angela aveva annunciato il tema della puntata in un post sulla sua fanpage ufficiale su Facebook, diventato virale in pochissimo tempo, a testimonianza ancora una volta del grande interesse che il suo programma suscita nel pubblico. 

Sono nato nel 1962. Non ho mai vissuto una guerra. Ho conosciuto la guerra fredda, il rischio di un conflitto, ma mai la guerra. Ho avuto la fortuna di vivere nel periodo più pacifico della Storia d’Europa. 70 anni di assenza di conflitti, a parte quello triste e cruento dell’ex Jugoslavia.
Io non so cosa significhi vivere sulla propria pelle le privazioni di una guerra: la fame, i bombardamenti, la morte dei tanti a cui vuoi bene. E non conosco, perché non l’ho vissuta, una dittatura. Non so cosa significhi vivere in un Paese che da un giorno a un altro vara le leggi razziali, in grado di modificare e stravolgere la vita quotidiana.
Leggi che fanno diventare improvvisamente il tuo vicino, il tuo negoziante che ogni giorno ti vende il pane, il tuo maestro, ma anche i tuoi genitori, e te stesso, cittadini diversi. Privati di tante libertà di base che noi consideriamo scontate.
Persone normali, dunque, come voi e come me, a cui la società chiude le porte senza appello. E tutto intorno a loro, a parte qualche eccezione, c’è solo indifferenza e silenzio.
Accadeva esattamente 80 anni fa, in un Paese come il nostro da sempre capace di accogliere a braccia aperte culture e religioni diverse. 
Da quel momento chi ha un credo diverso entra nel mirino dei persecutori, viene prima individuato, poi discriminato e infine catturato e mandato in un campo di sterminio.
Io non ho conosciuto tutto questo, come gran parte di voi. Ma c’è sempre il rischio che i volti bui della Storia riappaiano. L’unico modo per evitarlo è conoscerla, la Storia.

Angela poi si rivolge direttamente ai giovani: 

È una puntata che abbiamo preparato pensando a voi, che siete più giovani e che in tantissimi ci seguite sui social. Perché spetta proprio a voi, giovani, prendere il testimone di questo capitolo incomprensibile della Storia per consegnarlo, integro, a chi verrà dopo di voi. Affinché la tragedia dell’Olocausto (così come tante altre tragedie della storia) venga ricordata e non si ripeta mai più

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