Venerdì, 4 Dicembre 2020

Lo spot del Movimento5Stelle sul ritorno alla lira che fa ridere tutta la rete

Il video ingenuo e amatoriale che sponsorizza il referendum "No Euro" non ha ottenuto il risultato sperato (e si è beccato anche una tirata d'orecchi da Ludovico Einaudi, di cui hanno usato in maniera illegittima la musica)

Ah, la vecchia lira. Bei tempi, quando un libro ne costa solo 5mila, per un taglio dal barbiere ne bastavano 10mila  e per una cena si spendevano 12mila lire. Un sogno ad occhi aperti, che è al centro del video diffuso dal Movimento5Stelle per sponsorizzare il referendum indetto dal Movimento per uscire dall'euro e tornare alla lira. Un intento lodevole nelle intenzioni, ma maldestro nella realizzazione. Perché anzichè sconvolgere le coscienze e spingere ad armarsi di penna per firmare il referendum e abbandonare la moneta unica, il video del M5S sta facendo ridere l'intera Rete (maiuscolo, ovvio).

Nel filmato, accompagnato dalla musica evocativa di Ludovico Einaudi (di cui parleremo più avanti), si vede un tenero ragazzo che getta un euro nella fontana di piazza Farnese, esprimendo il desiderio di ritornare alla lira. E parte il sogno, tra barbiere, libreria e cenetta romantica, pagata con munificenza ed orgoglio (il conto viene presentato su un foglietto di carta, niente scontrino ... ma vabbè, è un sogno, non spacchiamo il capello in quattro). La monetina di cui sopra non finisce nella fontana, quindi il desiderio del ragazzo è destinato a non avverarsi, se non fosse per l'arrivo provvidenziale di Paola Taverna, insaccata in un piumino, che prende la moneta, la restituisce al ragazzo e promette - voce metallica, pronuncia strascicata alla romana, empatia zero e persino i sottotitoli esplicativi tipo televendita - che il sogno invece diventerà realtà grazie all'impegno del Movimento5Stelle.

Ma qui arriva il colpo di genio. L'euro che il ragazzo aveva gettato e che la Taverna gli restituisce non si è tramutato in 1936,27 lire. No, la Taverna - come l'ultimo dei negozianti furbacchioni all'indomani del 1 gennaio 1999, che cambiò magicamente il cartello sulla merce che prima era "tutto a 1000 lire" con quello più accattivante "tutto a 1 euro" - gli rifila una misera banconota da 1000 lire.

A completare il quadro di quello che a ben dire può essere definito un clamoroso autogol per il Movimento di Beppe Grillo, c'è la ciliegina sulla torta: Ludovico Einaudi ha scritto un post sulla sua pagina ufficiale di Facebook per dire che l'uso della sua musica nel video non è mai stato autorizzato, e "il video che sta circolando in questi giorni sul web ha utilizzato il brano in modo illegittimo senza interpellare ne’ l’artista ne’ i detentori dei diritti. Per questo motivo è stata richiesta la rimozione del brano dal filmato". 

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