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Giovedì, 2 Dicembre 2021
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"Diffamò Gian Carlo Caselli in tv": Sgarbi condannato

I fatti risalgono al 1997, quando il critico d'arte lesse una lettera di un anonimo che riportava le parole di don Pino Puglisi contro l'allora procuratore capo di Palermo

Vittorio Sgarbi dovrà pagare 100mila euro di risarcimento a Giancarlo Caselli in solido con Rti, la società del gruppo Mediaset che gestisce Canale 5.

Questo è quanto ha stabilito il giudice Antonio Liberto Porracciolo del Tribunale civile di Caltanissetta.

Caselli, all’epoca procuratore capo della Repubblica a Palermo, si sentì diffamato da quando detto dal critico d’arte durante la trasmissione tv “Sgarbi Quotidiani”, andata in onda il 7 aprile 1995.

In quella puntata, Vittorio Sgarbi lesse la lettera di una persona anonima che asseriva di aver raccolto la testimonianza di don Pino Puglisi, il sacerdote ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993 a Brancaccio su ordine dei boss Filippo e Giuseppe Graviano. Secondo la lettera, don Puglisi avrebbe detto di sentirsi turbato dalle pressioni di Caselli affinché denunciasse i fatti di mafia di cui era venuto a conoscenza anche a costo di violare il segreto confessionale. Puglisi avrebbe detto che Caselli, così facendo, "ha fatto di me consapevolmente un sicuro bersaglio".

Caselli ha querelato Sgarbi per diffamazione a mezzo stampa ma il procedimento è andato prescritto in sede penale e lo ha poi citato per danni morali.

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