Sabato, 24 Luglio 2021
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Sono oltre 180 i morti per le inondazioni in Germania e Belgio: la tempesta si sposta verso Sud

Il bilancio già tragico potrebbe aumentare ancora: si cercano ancora un centinaio di dispersi. L'Ingv: "Sono gli effetti del cambiamento climatico"

Sono più di 180 i morti confermati dalle alluvioni di questa settimana in Germania, che con 156 morti ha il più alto numero di vittime, e in Belgio, che ne conta 27 ma ci sono ancora 103 dispersi e le possibilità di trovarli vivi diminuiscono ogni minuto che passa. Il tragico bilancio aggiornato dopo il ritrovamento di altri 45 morti nelle ultime ore nella Renania Settentrionale-Vestfalia, nell'ovest del Paese, mentre la Polizia teme la scoperta di nuovi decessi nella zona di Ahrweiler, l'epicentro del disastro nello stato della Renania-Palatinato. 

La polizia tedesca ha anche confermato altri 670 feriti, la maggior parte nella Valle dell'Ahr, dove le strade rimangono bloccate e i ponti distrutti. Le autorità hanno avvertito che la "situazione nella rete di distribuzione dell'energia elettrica continua ad essere estremamente complicata". Inoltre, la mobilità è fortemente limitata, con i servizi ferroviari e di autobus sospesi.

Intanto la tempesta si sposta verso Sud: tra gli eventi delle ultime ore, le piogge torrenziali in Alta Baviera che ha chiesto lo stato di emergenza, mentre ora è l'Austria a fare i conti con l'allerta meteo: a Salisburgo sono state montante le paratie antiallagamento in attesa di piogge fortissime.

Come spiega l'Ingv gli eventi estremi che stiamo vivendo sono con molta probabilità collegati agli effetti del cambiamento climatico. "L'Accordo di Parigi del 2015 aveva come obiettivo quello di mantenere l’innalzamento della temperatura media globale del nostro pianeta sotto i 2°C e in particolare di guidare gli sforzi per limitare il riscaldamento globale sotto 1.5°C rispetto i livelli preindustriali - spiegano gli scienziati dell'Istituto nazionale di geofisica - È vitale contenere il riscaldamento globale al di sotto di 1.5°C per evitare impatti negativi sull’intensità e la frequenza degli eventi estremi".

"Oltre all’impegno che i governi devono prendere - chiosano gli scienziati dell'Ingv - c’è quello che ognuno di noi può fare, con grandi e piccole azioni. Salire le scale invece di prendere l’ascensore, utilizzare il meno possibile l’aria condizionata, preferire i prodotti con imballaggio ridotto, ma anche tenersi aggiornati seguendo fonti scientifiche ed affidabili."

Perché il clima non è la sola causa della tragedia in Germania e Belgio

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