Meteo, quando finisce il gran caldo: tutte le previsioni per Ferragosto

Il caldo, purtroppo in molte zone torrido e afoso, sarà protagonista assoluto tanto sabato quanto domenica. Poi dal pomeriggio del 16 agosto qualcosa potrebbe iniziare a cambiare

Una calda giornata estiva sulle panchina di piazza Castello a Torino in una foto d'archivio Ansa

Gran caldo sull'Italia in questi giorni di metà agosto, come da tradizione. Tra oggi mercoledì 12 e domani giovedì 13 agosto, secondo le previsioni di ilmeteo.it, l'ingerenza temporalesca si farà più attiva e diffusa segnatamente su tutto il comparto alpino, prealpino fino all'Appennino centro-settentrionale.  Stasera alcuni temporali, con locali grandinate, potrebbero occasionalmente spingersi verso i settori pianeggianti del basso Piemonte, alta Lombardia fino ai comparti più settentrionali della Val Padana orientale specie su alto Veneto. Temperature senza grossi scossoni, ma con clima via via più afoso.

Giovedì poi sono possibili altri temporali che dai rilievi alpini potranno scendere sui comparti pianeggianti del Nord Ovest come sul Piemonte e Lombardia. A rischio saranno anche città come Torino e Milano, ma solo nella prima mattinata. Sul resto della Penisola domani e venerdì sole e molto caldo al Centro-Sud salvo qualche nube pomeridiana sui rilievi appenninici. Qui le temperature faranno registrare un'ulteriore crescita. In seguito, a parte qualche possibile disturbo su alte pianure del Veneto, l'alta pressione, sembra destinata a perdurare anche per il weekend di Ferragosto, il cuore dell'estate italiana.

Meteo, le previsioni per il 15-16 agosto 2020

Il caldo, purtroppo in molte zone torrido e afoso, sarà protagonista assoluto tanto sabato quanto domenica. Secondo gli esperti di ilmeteo.it sabato 15, giorno di Ferragosto, sarà una bella e caldissima giornata di sole con temperature davvero di tutto rispetto per il periodo specialmente nella aree interne delle due Isole Maggiori dove i termometri saliranno addirittura sopra la soglia dei 40°C. Il caldo sarà purtroppo afoso a causa degli alti tassi di umidità sul resto del Paese in particolare nelle aree interne del Centro e sulla Val Padana. Il 15 agosto quindi caldo intenso al Sud e sulle isole e temperature che recupereranno qualche grado anche al nord, dopo l'instabilità delle giornate precedenti.

Domenica 16 Agosto l'alta pressione nord-africana continuerà ad avvolgere l'Italia su molte regioni. Soltanto dal pomeriggio del 16 si sentiranno i primi timidi effetti del vortice in avvicinamento con la possibilità di qualche temporale di calore ad appannaggio dei rilievi alpini, prealpini specie tra Piemonte e Lombardia.

Gran caldo, il fiume Po è sotto di 3 metri

Con il caldo torrido che sfiora i 40 gradi è allarme colpi di calore e ustioni anche per frutta e verdura, pronte alla raccolta da nord a sud che rischiano così di essere buttate vanificando un anno di lavoro a partire da insalate, peperoni, melanzane e dalle angurie che mostrano già evidenti segni di scottature con sfregi bianchi. Iintanto il Po è sceso a -3,19 metri sotto lo zero idrometrico al Ponte della Becca (Pavia) e crollano i principali laghi del nord e le riserve nazionali di acqua. E' quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti in riferimento all'ondata di caldo e afa che sta investendo l'Italia da nord a sud con temperature record.

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Mentre gli agricoltori si preparano a irrigazioni di soccorso per salvare le colture in campo, spiega la Coldiretti, il livello del Po alla confluenza con il Ticino a Pavia ha perso oltre mezzo metro in appena 10 giorni e nel suo delta in Romagna torna l'incubo della risalita del cuneo salino che desertifica le campagne. Coldiretti segnala che anche i maggiori invasi del nord che servono a dissetare i campi della pianura padana, dove si produce un terzo del Made in Italy agroalimentare nazionale, sono in affanno. Il lago Maggiore, sottolinea, è pieno solo al 20% ed è a -13,3 centimetri dallo zero idrometrico contro una media che è invece di +63,5 centimetri, il lago di Como ha acqua solo per ¼ del suo bacino ed è appena un centimetro sopra il livello zero contro una media storica di quasi 58 centimetri, mentre resistono meglio il Garda e l'Iseo. "In Italia è sempre più crisi idrica, nelle Marche i bacini sono scesi a circa 43 milioni di metri cubi, in Puglia le riserve sono sotto i 118 milioni di metri cubi (-91 milioni rispetto all'anno scorso) e in Basilicata gli invasi sono calati di 18 milioni di metri cubi, toccando un deficit di 60,72 milioni di metri cubi rispetto al 2019 mentre si conferma pesante la situazione in Sicilia" spiega Coldiretti sugli ultimi dati Anbi.

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