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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Meteo estremo

Grandine killer, nubifragi e l'allerta meteo arancione (nonostante le 10 città da bollino rosso)

Mentre un intenso sistema temporalesco a mesoscala sta colpendo le regioni del Nord Italia per lunedì e martedì prossimo è prevista una anomalia climatica da record con temperature ben oltre i 40 gradi: tutte le previsioni meteo aggiornate

Escursionisti intrappolati, danni per le grandinate, raffiche lineari di vento che hanno provocato la caduta di alberi tanto da provocare la chiusura di alcuni reparti di un ospedale: mentre gran parte d'Italia è alle prese con l'ondata di calore le regioni del Nord si trovano a fronteggiare il passaggio di un sistema temporalesco esteso per centinaia di chilometri in discesa dal Centroeuropa. 

allerta meteo 12 luglio 2023

La regione più interessata già dalle scorse ore è la Lombardia con tetti divelti, allagamenti e alberi caduti o pericolanti: 300 gli interventi svolti dagli oltre 200 vigili del fuoco in servizio oggi. Nel comasco, tra Anzano e Alserio, una tromba d'aria ha abbattuto decine di alberi finiti su strada, dove le squadre hanno aiutato alcuni automobilisti in difficoltà, e in giardini pubblici e privati. A Gironico tre escursionisti, rimasti sotto una pianta caduta per il vento. Chiuso l'Ospedale di Tradate per il malfunzionamento dell'impianto elettrico.

Respirano gli abitanti dei centri urbani del Nord, in particolar modo a Verona, Brescia, Milano e Torino. E sembra lontani i record di caldo che si registrano nel resto del Paese dove tra domani giovedì 13 luglio e venerdì continueranno ad aumentare le città con il bollino rosso del ministero della Salute. Sono 27 i centri urbani che ricadono nel massimo rischio previsto dal bollettino sulle ondate di calore. Agli 8 capoluoghi di provincia di oggi (Bologna, Firenze, Frosinone, Latina, Perugia, Rieti, Roma e Viterbo), si aggiungeranno, sia domani che venerdì, Campobasso e Pescara, portando a 10 i bollini rossi per le due giornate.

caldo mediterraneo windy app

Meteo infernale, Martedì 18 il picco del caldo

Tuttavia c'è una data da tenere a mente: quella di martedì prossimo, 18 luglio, giorno in cui si delinea un evento meteo estremo. Andiamo infatti verso un territorio inesplorato in cui le proiezioni meteo indicano una persistente ondata di calore che spingerà le temperature massime a oltre 40 gradi in molte località italiane. Uno scenario infernale anche perché non sarà isolato ma il culmine di una lunga fase in cui il promontorio dell'anticiclone africano garantirà tempo stabile sul bacino mediterraneo, richiamando aria bollente dal deserto del Sahara.

caldo mediterraneo martedi 18 luglio 2023-2

Da Domenica in risalita dal deserto una massa d’aria rovente andrà ad intensificare gli effetti del promontorio nord africano e impegnerà tutto il bacino centro-occidentale del Mediterraneo. L'Italia sperimenterà le condizioni più marcate di caldo anomalo: il picco di calore sarà statisticamente fuori norma, mai registrato nelle serie storiche nelle aree indicate qui sotto in rosso.

caldo estremo martedi 18 luglio

In alcune zone del Centro Sud Italia si potranno registrare temperature ben oltre il 40 gradi, con picchi di 50 gradi nelle aree interne della Sardegna. Come già più volte evidenziato si tratta di una anomalia sempre più frequente indicativa di quanto il clima sia già mutato nel bacino del Mediterraneo, in maniera più sensibile che altrove. Mettendo insieme le ultime evidenze scientifiche si vede come globalmente i 7 giorni più caldi mai registrati (in media) sul pianeta Terra sono relativi all'ultima settimana (6 luglio 17,23°C; 7 luglio 17,20°C; 4 luglio 17,18°C; 5 luglio 17,18°C; 8 luglio 17,17°C, 10 luglio 17,12°C; 9 luglio 17,11°C).

L'anomalia climatica

Questi dati vanno però inquadrati: se il "calore" può a prima vista sembrare quello di un clima mite, considerato come entropia del sistema, ovvero come energia in gioco sulla Terra, è più facile inquadrare i seguenti eventi che si sono registrati solo la scorsa settimana: 

  • drammatiche inondazioni hanno iniziato a colpire contemporaneamente vari paesi in tutto il mondo; 
  • l'anomalia meteo nota come El Niño si è rapidamente sviluppata facendo salire di ben 3 gradi le temperature della superficie del mare nel Pacifico orientale.

nino

  • Nonostante molti titoli di giornali hanno messo in relazione questo fenomeno climatico alle ondate di calore che si stanno registrando in Italia, al momento la presenza di El Niño non ha avuto alcun impatto sulle condizioni meteorologiche globali. Ma cambierà in pochi mesi.
  • È già un fatto acclarato che l'intero Oceano Atlantico nord-orientale stia attualmente vivendo la più significativa ondata di caldo di sempre con una temperatura delle acque di 1,7°C al di sopra della media del 1951-1980.

anomalia atlantico

  • In Antartide, dove è attualmente pieno dell'inverno, non si sta riformando il ghiaccio marino come ci si aspettava. 
  • Nel mar dei Caraibi la temperatura dell'oceano è così calda che i coralli si stanno sbiancando.
  • Gli incendi che stanno interessando le foreste del Canada (così come della Siberia) hanno già fatto cadere tutti i record nonostante ci si trovi solo a metà della stagione. 
  • Il 2023 è avviato ad essere l'anno più caldo della storia recente del nostro pianeta, con un aumento medio della temperatura che è ormai prossimo al fatidico grado e mezzo che costituiva il "punto da non raggiungere" secondo gli accordi climatici di Parigi. 

clima caldo

Tutti questi dati messi in fila aiutano non solo a chiarire l'eccezionalità di quanto stia accadendo ma - e soprattutto - di quanto accadrà in quello che è l'estate più fredda dei prossimi anni. Inondazioni, incendi e ondate di calore colpiscono diverse regioni durante l'estate, così come precipitazioni estreme si originano quando vengono a contatto fronti meteo ad alta differenza di potenziale. Condizioni che potrebbero diventare la norma nei prossimi anni e sottolineano l'importanza di prendere misure per mitigare l'impatto dei cambiamenti climatici e adattarsi a queste nuove condizioni.

Caldo killer, gli attivisti di Ultima Generazione hanno davvero ragione?

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