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Sabato, 20 Aprile 2024
L'irruzione artica

Torna il freddo, per davvero: con l'arrivo di aria artica temperature giù di 10 gradi

Prima perturbazione tra venerdì e sabato poi irruzione artica tra domenica e lunedì 27 marzo. Ritorna anche la neve, in montagna

Anticiclone in indebolimento nei prossimi giorni che saranno quindi più movimentati dal punto di vista meteorologico con una prima perturbazione che porterà qualche pioggia o rovescio tra venerdì e sabato al Nord e sulla Toscana. Si tratterà di fenomeni che interesseranno soprattutto Alpi, Prealpi, pedemontane, Liguria e Friuli Venezia Giulia, anche a sfondo temporalesco, ma che certamente non risolveranno il problema del deficit idrico che attanaglia le assetate terre del Nord.

"Tra domenica e lunedì un'irruzione artica dal Nord Europa affonderà il colpo anche su Mediterraneo e Italia. "Avremo così un passaggio di rovesci e temporali sparsi domenica dapprima al Nord, in successivo trasferimento anche al Centro e poi al Sud tra lunedì e martedì - spiegano i meteorologi di 3bmeteo - L'ingresso brusco dell'aria fredda farà calare le temperature anche di 8-10°C rispetto ai giorni scorsi, con locali grandinate e improvvisi quanto forti colpi di vento". Il calo termico favorirà inoltre il ritorno della neve in montagna a quote via via più basse, con fiocchi non esclusi a tratti anche in collina entro martedì.

La siccità resterà un problema

Per quanto riguarda il Nord anche in questa occasione purtroppo le precipitazioni saranno troppo rapide e mal distribuite per risultare efficaci in termini di alleviamento della siccità, soprattutto al Nordovest che potrebbe risentire anche di una parziale ombra pluviometrica (piogge e rovesci invece più incisivi sul Nordest). Le speranze per una svolta davvero piovosa al Nord sono riposte nei primi giorni di aprile, ma si tratta ancora di ipotesi che andranno ulteriormente analizzate e confermate.

Le previsioni per i prossimi giorni

Venerdì un primo sistema frontale raggiunge le Alpi occidentali dall'inizio della giornata e determina qualche pioggia in estensione alle Alpi orientali, coinvolgendo anche la Liguria centro-orientale. In serata alcuni rovesci in sconfinamento all'alta Val Padana centro-orientale, in particolare a medio-alta Lombardia e medio-alto Veneto, oltre che Friuli VG. Neve sulle Alpi a quote alte, solo oltre i 2000 metri.

Sabato la perturbazione si allontanerà verso i Balcani e darà luogo agli ultimi episodi di instabilità tra Friuli Venezia Giulia e Veneto orientale con rovesci ed anche qualche temporale, in esaurimento in giornata.

27-28 marzo tendenza_1200

Domenica poi la nuova perturbazione si avvicinerà all'Italia, pilotata da un minimo in avvicinamento dalla Manica. Ne conseguirà un aumento della nuvolosità al Nord con piogge sulle Alpi centro-orientali, rovesci in Liguria, specie di Levante. Fenomeni che in giornata conquisteranno gran parte della Val Padana dal Piemonte orientale verso est, tendenti a divenire più intensi tra Lombardia, Triveneto ed Emilia Romagna dove sono attesi rovesci anche temporaleschi, localmente accompagnati da alcune grandinate. In serata ampie aperture su pianure del Nordovest, Ponente Ligure ed ovest Lombardia, ma proseguiranno i fenomeni sulle Alpi occidentali, specie confinali, con neve in calo fino a 1200 metri. Dal pomeriggio piogge e rovesci sull'alta Toscana, in estensione in sera fino a Lazio, Umbria e Marche con possibilità di qualche temporale sul versante tirrenico localmente accompagnato da alcune grandinate.

Lunedì 28 marzo tempo invernale

La svolta invernale dovrebbe però concretizzarsi dalle prime ore della nuova settimana, quando l'afflusso artico tenderà ad intensificarsi tagliando da nord a sud almeno due terzi d'Europa. La massa di aria artica sembrerebbe intenzionata ad inoltrarsi fino al Mediterraneo centrale, scorrendo quindi da nord a sud sull'Italia e determinando ovunque un deciso calo delle temperature tra lunedì 27 e martedì 28, oltre ad un sensibile rinforzo dei venti settentrionali. A risentire dell'instabilità legata all'irruzione artica sarebbero lunedì le Alpi, specie confinali, le regioni centrali e il basso Tirreno, mentre al Nord si andrebbe verso un miglioramento, eccetto una residua variabilità al nordest. In giornata non si esclude anche qualche fenomeno temporalesco, prima sulle regioni centrali, poi su quelle del basso Tirreno, localmente accompagnato da grandine. Martedì gli ultimi episodi di instabilità si concentrerebbero invece al Sud e sul medio Adriatico, mentre altrove si andrebbe verso un miglioramento. Il limite delle nevicate potrebbe portarsi a quote molto basse sui confini alpini, pur con tendenza ad esaurimento dei fenomeni. La neve potrebbe tornare a far visita anche alla dorsale appenninica, fino a circa 1200 metri di quota lunedì su quella centrosettentrionale, martedì a quote di collina su quella meridionale. Non verrebbe invece coinvolta la Pianura Padana, specie occidentale, sottovento alla barriera alpina, dove proseguirebbero le condizioni di siccità.

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