Domenica, 20 Giugno 2021
Il caso / Spagna

I 20mila morti Covid "dimenticati" in Spagna

L'Instituto Nacional de Estadística ha ricalcolato il numero dei decessi della prima ondata includendo, come da direttiva Oms, non solo i casi accertati ma anche quelli sospetti. Se numeri del genere fossero riferibili anche alla seconda ondata autunnale, il Paese ibericopotrebbe avere più morti per il virus che l'Italia

Per calcolare l'esatto numero delle vittime Covid non c'è a livello europeo un unico di contabilità, quindi tutte le classifiche vanno prese con le molle. In Italia si muore di Covid più che in altri Paesi del vecchio continente. In Spagna sta succedendo qualcosa di strano in questi giorni: è accaduto che la settimana scorsa, l’Istituto Nazionale di Statistica ha reso noto un numero di morti per Covid molto più alto di quello diffuso ogni settimana dal governo centrale. L'Instituto Nacional de Estadística ha ricalcolato il numero dei decessi includendo, come da direttiva Oms, non solo i casi accertati ma anche quelli sospetti.

Covid: le 20.000 vittime dimenticate in Spagna

I numeri: tra gennaio e maggio 2020 (solo la prima ondata, dunque), il ministero della Salute spagnolo ha segnalato 27.127 morti di Covid. In quegli stessi mesi, l’Istat spagnolo certifica invece 45.684 vittime del virus. Che differenza. Uno scostamento di quasi 20 mila decessi, il 40% del totale. Come è possibile? Se numeri del genere fossero riferibili anche alla seconda ondata autunnale, la Spagna potrebbe avere più morti per il virus che l'Italia, ad esempio. L'opposizione attacca il governo di sanchez: "Gli spagnoli non meritano un governo che nasconde la verità". La vicenda è da chiarire nel dettaglio, perché a quanto pare il numero di 45mila morti Covid fornito dall'istituto di statistica nazionale fa riferimento sia ai morti positivi al test del Covid sia ai morti con il semplice sospetto del virus. Una differenza non da poco. All'inizio della prima ondata tutti i Paesi europei si sono trovati in difficoltà, non riuscendo in molti casi a fare il tampone a tutti i sospetti casi di cittadini contagiati.

Se si calcolano soltanto i positivi confermati al test, la differenza tra il conto dell’Ine e quello del governo si riduce a 5 mila. Sempre tanti, ma non certo quei 20mila che mostrerebbero una realtà radicamente diversa rispetto a quella raccontata finora. Secondo Fernando Simón, direttore del Coordinamento di allerta sanitaria, l'esecutivo in base alle norme è tenuto a contabilizzare solo le «vittime con test positivi» perché il loro numero arriva a Madrid quasi in tempo reale.  Invece i dati su cui lavora l’Istat spagnolo vengono comunicati dagli ospedali spagnoli con mesi di ritardo, sei mesi in moplti casi. Impossibile aspettare tutto quel tempo per un governo che deve prendere decisioni e comunicarle nel mezzo di una pandemia. Ma certo è che i numeri aggregati dall’Ine sono ritenuti più realistici. Secondo l'Oms vanno conteggiati come morti Covid i "deceduti con patologie compatibili con il virus tanto che ci sia conferma attraverso un test tanto che il contagio sia solo probabile".

Che l'istituto di statistica sia quello più vicino probabilmente alla verità lo si evincerebbe anche dalla differenza tra i morti "totali" del 2020 in Spagna confrontati con quelli degli anni scorsi. Da gennaio a maggio la Spagna ha avuto 43.537 decessi in più rispetto al 2019: è di fatto il numero di morti per il coronavirus indicato dagli esperti dell'Istituto di statistica di Madrid. Curiosità: dal momento della pubblicazione del report dell’Ine cinque giorni fa, la polemica non ha avuto particolari ripercussioni sul governo, più stabile che mai dopo l’approvazione della nuova legge di bilancio con l’ok di 11 partiti.

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