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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
La strage / Kenya

Convince i genitori a lasciar morire di fame i figli: chi è il capo della "setta del digiuno"

Il presidente kenyota parla di "terrorismo" mentre le autorità sono alla ricerca di centinaia di persone scomparse in un caso che fa capo al sedicente pastore Paul Mackenzie Nthenge

Morire di fame per incontrare Gesù. È questa la promessa che il pastore Paul Mackenzie Nthenge ha fatto e che è costata la vita a 51 persone in Kenya, vicino alla città costiera di Malindi. Il bilancio è aumentato in modo significativo nelle ultime ore dopo che sono state scoperte delle vere e proprie fosse comuni nella foresta di Shakahola, dove giacevano decine di corpi senza vita. Sono invece 112 le persone attualmente disperse e di cui non si hanno notizie. Il pastore Nthenge è stato arrestato e sta aspettando di comparire in tribunale. 

La "setta del digiuno"

Tutte le vittime sono state identificate come facenti parti della Good news international chuch, la Chiesa internazionale della buona novella. A capo della chiesa, considerata una vera e propria setta, si trova il pastore Paul Mackenzie Nthenge. Il religioso ora è agli arresti domiciliari e si è dichiarato innocente ai fatti, in quanto avrebbe cessato la sua attività di pastore nel 2019 dopo aver chiuso la sua chiesa. 

La setta si riuniva nell'entroterra della città turistica di Malindi nella foresta di Shakahola. Gli oltre 300 ettari di foresta sono stati dichiarati scena del crimine dal ministro dell'Interno Kithure Kindiki. La polizia conta di trovare altri corpi all'interno dei boschi in altre fosse comuni, ma sono attive le ricerche anche per persone vive, altri adepti ancora in vita in grado di poter essere salvati.

Il ministro Kindiki ha parlato di "strage", di "uccisioni di massa" e di un chiaro "abuso del diritto umano costituzionalmente sancito alla libertà di culto". Per questo motivo ha chiesto una regolamentazione più severa per quanto riguarda le realtà religiose del paese, estremamente diversificate e spesso inclini a degenerare in culti estremi e pericolosi come quello di Mackenzie Nthenge. Sulla questione è intervenuto anche il presidente del Kenya William Ruto, che ha dichiarato: "Questa storia è affine al terrorismo, chiunque utilizzi la religione per intenti criminali è un terrorista e il suo posto non è in chiesa, ma in prigione"

Chi è il pastore Paul Mackenzie Nthenge

Il caso "setta del digiuno" ha sollevato molta polemica in Kenya sull'atteggiamento e il ruolo delle autorità. Il motivo principale è per via del fatto che il pastore Mackenzie Nthenge non era sconosciuto alle forze dell'ordine, ma era già stato arrestato nel 2017 per indottrinamento. Nello specifico, aveva esortato molti bambini a non andare a scuola, dicendo loro che l'educazione non è riconosciuta nella Bibbia. All'epoca fu accusato di "radicalizzazione" e di gestione di una scuola non registrata. È stato nuovamente arrestato il marzo scorso, sempre con l'accusa di indottrinamento, dopo che avrebbe convinto due genitori a lasciare morire di fame i loro figli per poi seppellirli. Imprigionato, è stato rilasciato sotto 670 euro di cauzione e ha continuato la sua attività.

Il pastore Paul Mackenzie Nthenge-2

Le nuove attività che lo coinvolgono e che hanno fatto scoprire alla polizia le stragi di massa è partita da una segnalazione di diversi cittadini il 13 aprile scorso. Il rapporto seguito alle segnalazioni recita che: "Cittadini ignoranti morivano di fame con il pretesto di incontrare Gesù dopo essere stati sottoposti al lavaggio del cervello da un sospetto, Makenzie Nthenge". Il pastore dovrà comparire in tribunale il 2 maggio e nel frattempo ha iniziato uno sciopero della fame. La polizia ha spiegato che si rifiuta di prendere anche un solo bicchiere d'acqua, sostenendo che sta digiunando e pregando. 

Chi sono le vittime e i dispersi

Al momento non sono note chi sono le vittime nello specifico ma tra di loro ci sarebbero anche diversi minori. Come riporta la Bbc, si ritiene che una delle tombe trovate contenesse i corpi di cinque membri della stessa famiglia: tre bambini e i loro genitori. Il quotidiano kenyota The Standard ha dichiarato che i patologi preleveranno campioni di Dna e condurranno esami per determinare se le vittime sono morte di fame come si sospetta. 

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