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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Lotta per i diritti / Iran

La campionessa di scacchi iraniana costretta all'esilio per aver rifiutato il velo

La decisione dei Sara Khadem di partecipare al Campionato mondiale senza hijab le è costata un mandato di arresto: "Se lo indosso non sono più io". Ora vive in Spagna assieme al figlio e al marito

Ha rifiutato di indossare il velo durante i campionati mondiali, per questo la campionessa di scacchi iraniana Sara Khadem è ora costretta a vivere in esilio. L'ultima partita della 25enne è stata quella del 26 dicembre scorso anno, durante la competizione in Kazakistan, quando la giovane giocatrice ha scelto di non indossare lo hijab, come forma di solidarietà nei confronti delle proteste che infuriano nel Paese da mesi e scatenate dall’uccisione di Mahsa Amini, la donna di 22 anni morta in custodia di polizia lo scorso settembre, tre giorni dopo essere stata arrestata a Teheran per aver indossato il copricapo nel modo sbagliato.

La scacchista plurititolata ha raccontato alla Bbc di aver riflettuto a lungo prima di decidere di giocare senza velo, ma ha detto di trovare un comportamento ipocrita quello di indossarlo solo davanti alle telecamere come fanno altre concorrenti, preferendo essere sé stessa. “Non sono io quando indosso lo hijab”, ha detto alla televisione britannica. Visti i sacrifici fatti dalle donne e dalle ragazze per le strade dell'Iran, molte delle quali rischiano la vita, “era il minimo che potessi fare”, ha detto. Non è il primo attrito tra Khadem e il codice di comportamento della Repubblica islamica. Già nel 2020, la giocatrice aveva annunciato di voler lasciare la squadra nazionale di scacchi per protestare contro l'abbattimento da parte dell'Iran di un aereo ucraino l'8 gennaio. Di fatto lo scoppio della pandemia ha poi paralizzato le varie competizioni internazionali e si è ritornati a parlarne solo poco fa.

Ora, grazie alla regola del visto d'oro, che consente a chiunque acquisti un immobile del valore di mezzo milione di euro di ottenere la residenza, la giocatrice vive in Spagna assieme al figlio e al marito. La donna ha intenzione di continuare a giocare sotto la bandiera iraniana con l’obiettivo di entrare nella top ten mondiale; tutto questo, ovviamente, senza indossare il velo. Lei e la sua famiglia hanno inoltre chiesto alla Bbc di non rivelare la sua posizione precisa; la loro preoccupazione è che ci possano essere ripercussioni anche a migliaia di chilometri di distanza dal Paese.

In segno di solidarietà il premier spagnolo Pedro Sánchez ha invitato Khadem ad incontrarlo lo scorso 25 gennaio e i due hanno anche giocato una partita di scacchi. La giornata però era stata rovinata da una notizia arrivata dall'Iran. "Quel giorno mi è stato notificato un ordine di arresto ai domiciliari. Ho provato sentimenti contrastanti: Ero apprezzata in questo Paese europeo e nel mio, dove ho ottenuto molti successi, ho ricevuto i documenti di arresto".

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