Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Oltre 300 vittime

Scandalo abusi sui minori: Papa Francesco sospende un cardinale 

Rainer Maria Woelki ha ricevuto sei mesi di sospensione dopo il caso di violenze sessuali commessi nell'arcidiocesi di Colonia, in Germania: oltre 314 le vittime minorenni

L'arcivescovo di Colonia Rainer Maria Woelki è stato sospeso per sei mesi. La decisione di Papa Francesco, comunicata dalla conferenza episcopale tedesca, è arrivata dopo un colloquio in cui il diretto interessato ha ammesso ''i grossi errori''  compiuti nel periodo in cui venivano commessi gli abusi sui minorenni. Capofila dei conservatori in seno all'episcopato tedesco, principale voce critica nei confronti del percorso sinodale tedesco, Woelki da metà ottobre a Pasqua verrà sostituito da un amministratore apostolico, monsignor Rolf Steinhaeuser.

L'arcidiocesi era stata di fatto commissariata dal Pontefice nel mese di maggio, un'iniziativa che era arrivata dopo la pubblicazione di un rapporto indipendente, avvenuta a marzo, che ha accertato che tra il 1975 e il 2018 202 aggressori, quasi due terzi dei quali erano sacerdoti, hanno compiuto abusi sessuali su almeno 314 vittime minorenni. Due officiali sono stati subito sospesi, uno - vescovo ausiliare - ha subito rassegnato le dimissioni nelle mani del papa, il vescovo di Amburgo, ex vicario generale, è stato a sua volta sospeso per alcuni mesi, ma il papa negli ultimi giorni ha reso noto di non averlo dimesso per non aver riscontrato una volontaria politica di insabbiamento.

Il cardinale Rainer Maria Woelki ha riconosciuto in quell'occasione il "fallimento" di coloro che nel corso della storia dell'arcidiocesi hanno "impedito processi, protetto i colpevoli, e soprattutto hanno mostrato poca sensibilità nei confronti delle vittime" ed ha "purtroppo" riconosciuto in particolare la responsabilità dei suoi "predecessori".

Tra di essi, il cardinale Joachim Meisner (1989-2014), nominato da Giovanni Paolo II, amico di Benedetto XVI, critico vocale di Francesco (era tra i quattro cardinali che attaccarono Jorge Mario Bergoglio sull'Amoris laetitia) è l'uomo di Chiesa che viene maggiormente accusato nel rapporto elaborato dall'avvocato penalista Bjoern Gercke: sarebbe inadepiente a causa di ben 24 violazioni dei doveri ai quali era tenuto, quindi a quasi un terzo di tutti i casi.

Lo scandalo ruotava attorno ad un prete pedofilo, oggi 87enne, che fu arrestato nel 1972 e quando fu rilasciato, l`anno dopo, fu dapprima inviato ad esercitare il ministero a Muenster, fino al 1988, poi di nuovo a Colonia e, dal 2002 al 2015, a Essen. Nei mesi scorsi Woelki ha accusato due predecessori defunti - il cardinale Joseph Hoeffner (1969-1987) e Meisner - così come il vescovo di Amburgo, Stefan Hesse, ex amministratore di Colonia con Meisner, e quello di Essen, Franz-Josef Overbeck. Ma l`arcivescovo si è inizialmente rifiutato di pubblicare l`indagine commissionata dalla diocesi ed ha incaricato uno studio di avvocati di ulteriori approfondimenti. Oggi, infine, la pubblicazione del rapporto.

Tra le prime consetuenze operative, Woelki, capofila dell'ala conservatrice nell'episcopato tedesco, ha licenziato il responsabile del tribunale arcivescovile, Guenter Assenmacher, e suo vescovo ausiliare, mons. Dominikus Schwaderlapp. Quest'ultimo, a quanto riportato dalla stampa tedesca, l'agenzia stampa tedesca cattolica, ha rassegnato le dimissioni nella mani del Papa, ed in una nota ha chiesto "sinceramente perdono alle persone a cui non ho reso giustizia", ammettendo di aver prestato "troppo poca attenzione a come si sentono le persone ferite, a ciò di cui hanno bisogno e a come la Chiesa deve affrontarle". Il rapporto ha peraltro rilevato una mancanza di documentazione negli archivi, che fa pensare a pratiche di insabbiamento. Oggi la decisione papale di sospendere Woelki.

Dopo aver ricevuto nei mesi scorsi il rapporto della visitazione apostolica, guidata dal cardiale Arborelius, arcivescovo di Stoccolma, e dall'arcivescovo di Rotterdam, mons. Johannes von den Hende, presidente della conferenza episcopale olandese, si legge in un comunicato della conferenza episcopale tedesca, il papa ha preso una serie di decisioni per l'arcidiocesi di Colonia.

Per quanto riguarda i due vescovi ausiliari, mons. Ansgar Pugg e mons. Dominikus Schwaderlapp, che dopo la pubblicazione del rapporto sugli abusi, a marzo, avevano offerto le proprie dimissioni, Francesco le ha respinte perché ha accertato che i due presuli non hanno intenzionalmente insabbiato le denunce o ignorato le vittime. Il pontefice, ad ogni modo, ha chiesto al vescovo Schwaderlapp di andare a fare il pastore di anime a Mombasa, in Kenya, per un anno.

Woelki, che il papa ha ricevuto nelle scorse settimane per "unlungo colloquio", Francesco ha accertato, anche nel suo caso, che il cardinale non ha fatto nulla di "illegale", né ha voluto insabbiare i casi quando, nei mesi scorsi, si rifiutò di pubblicare un primo rapporto sugli abusi avvenuti nella diocesi.
Come raccomandato da un secondo rapporto, questo pubblico, il porporato, anzi, ha già cominciato a impegnarsi in una serie di misure per rafforzare la sanzione degli abusi avvenuti in passato e la prevenzione per il futuro.

Tuttavia lo stesso Woelki "ha fatto anche grandi errori" nella gestione degli abusi, "soprattutto a livello di comunicazione", e !Ciò ha contribuito in modo sostanziale a creare una crisi di fiducia nell'arcidiocesi, che ha colpito molti fedeli". Da qui la decisione - proposta dallo stesso Woelki, a quanto si legge nel comunicato - di una di sei mesi di "pausa, riconciliazione e rinnovamento", da ottobre a Pasqua, mentre la diocesi a sua volta intraprende un "processo di riconciliazione e rinnovamento spirituale".

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