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Martedì, 30 Novembre 2021
UE / Ucraina

Niente accordo di associazione tra Ucraina e Unione europea

L'Europa continua a far sponda alla repubblica ex sovietica sul fronte energetico

Non ci sarà la firma dell'Accordo di Associazione tra Ucraina e Ue la settimana prossima a Vilnius, ma l'Europa continua a far sponda alla repubblica ex sovietica sul fronte energetico, punto cruciale per permettere il distacco dall'abbraccio sempre meno amichevole della Russia. L'ultimo sviluppo è il piano di forniture di gas dalla Slovacchia in discussione in questi giorni e patrocinato da Bruxelles. Un memorandum trilaterale sarebbe già pronto per la firma.

Si tratta di un nuovo assist, non certo decisivo, ma che si inserisce nella strategia di "un colpo al cerchio e uno alla botte" di Viktor Yanukovich, impegnato nel difficile compito di equilibrare le esigenze nazionali e i rapporti con Russia e Unione Europea.

Da settimane il caso Tymoshenko ha dominato il palcoscenico in vista del decisivo vertice di Vilnius, ma le vicende energetiche hanno fatto da sfondo alla battaglia giocata tra Kiev, Mosca e Bruxelles. E anche su questo tavolo la Bankova tenta di giocare tutte le sue carte. Se il Cremlino sfrutta l'opacità che da oltre vent'anni ha caratterizzato le relazioni tra i due paesi per tentare di tenere agganciata alla propria orbita l'ex repubblica sovietica, dall'altro l'Ucraina tenta di liberarsi dal giogo russo ricorrendo alla diversificazione. Ed è stato proprio Yanukovich ad avviare in questi ultimi due anni la progressiva riduzione delle importazioni di gas russo e accelerare la ricerca di mercati alternativi.

Accanto ai piani di collaborazione con l'Azerbaigian di Ilham Aliyev, discussi proprio lunedì scorso a Kiev in un incontro fra i due presidenti, la Bankova continua a puntare sui Pesi dell'Unione Europea. In questo contesto, oltre agli accordi già avviati con la Germania, si inserisce il piano di forniture dalla Slovacchia: un memorandum trilaterale sarebbe già pronto e secondo il ministro dell'Energia ucraino Eduard Stavitsky non ci sono dubbi che verrà presto firmato.

Dalla Slovacchia potrebbero arrivare in futuro sino a 10 miliardi di metri cubi di gas all'anno, che aggiunti a quelli in arrivo dalla Germania, via Polonia e Ungheria, potrebbero dare secondo Stavitsky un notevole contributo per ridurre la dipendenza da Mosca, da cui Kiev importa circa 40 miliardi di metri cubi all'anno. Al momento si tratta però di cifre solamente teoriche, esattamente come i potenziali 20 miliardi di metri cubi che l'Ucraina potrebbe produrre in casa propria se lo sfruttamento dei giacimenti di gas non convenzionale sarà all'altezza delle promesse.

Per Volodymir Omelchenko, direttore del dipartimento energia del Razumkov Center di Kiev, l'indipendenza energetica dell'Ucraina sarà possibile nella migliore delle ipotesi non prima del 2025.

Sull'intera questione pesa naturalmente l'ombra di Mosca, che si oppone strenuamente alla firma dell'accordo di associazione tra Kiev e Bruxelles e nel recente passato si è mostrata contraria al piano di importazioni ucraine dalla Slovacchia, gas che la compagnia di Bratislava Eustream a sua volta importa dalla Russia.

Se ora sul lato russo-ucraino pare essere chiusa la diatriba sugli arretrati non pagati da parte di Naftogaz - anche se Kiev punta ancora alla revisione dei contratti che con il prezzo a oltre 400 dollari per 1.000 metri cubi stanno pesando gravemente sulle casse dello stato - la tensione rimane alta.
Nonostante l'annuncio che la Ostchem dell'oligarca Dmitri Firtash ha dato una mano a rabboccare i depositi sotterranei ucraini con altri 5 miliardi di metri cubi di gas russo, acquistati da Gazprom al prezzo scontato di 260 dollari.

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