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Sabato, 4 Dicembre 2021
IRAN / Iran

Niente accordo sul nucleare di Teheran: accuse reciproche

Washington accusa Teheran, Teheran accusa Parigi. E arriva un "piccolo" accordo tra Iran e l'Agenzia per l'Energia Atomica

L'Iran e L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) hanno trovato un accordo su una "roadmap" per il controllo dei siti nucleari iraniani, compresa un'ispezione dell'impianto di Arak dove si trova un reattore ad acqua pesante: lo ha annunciato il responsabile dell'Agenzia atomica iraniana, Ali Akbar Salehi, al termine dell'incontro a Teheran con il Direttore generale dell'Aiea, Yukio Amano.

La "roadmap" non prevede tuttavia un'ispezione immediata del sito militare di Parchin, dove l'Aiea ritiene siano state condotte delle attività legate a dei programmi militari: "Le altre questioni che non hanno rilevanza nucleare diretta saranno trattate in una fase successiva", ha spiegato Salehi.

L'Aiea controlla regolarmente alcune delle attività nucleari dell'Iran (Paese firmatario del Trattato di non Proliferazione) ma sta cercando da tempo di ottenere da Teheran un maggiore accesso ad alcuni siti e documenti per rispondere ai dubbi sollevati dal rapporto del 2011 sull'effettiva natura dei programmi nucleari iraniani.

Il rapporto elenca infatti una serie di elementi in base ai quali l'Agenzia conclude che prima del 2003 - e forse anche in un periodo successivo - l'Iran ha lavorato alla costruzione di un ordigno nucleare, in particolare nella base militare di Parchin alla quale gli ispettori non hanno mai avuto accesso.

LE ACCUSE DEGLI USA ALL'IRAN

Il segretario di Stato Usa, John Kerry, parlando dell'impossibilità di arrivare a un accordo più ampio con Teheran, ha precisato come sia stato l'Iran a bloccare l'accordo sul suo programma nucleare in discussione a Ginevra lo scorso fine settimana tra Teheran e i paesi del gruppo 5+1 (Stati uniti, Russia, Cina, Regno unito, Francia e Germania).

"Il gruppo dei paesi del 5+1 era compatto sabato, quando abbiamo presentato la nostra proposta agli iraniani - ha detto Kerry - ma l'Iran non ha potuto accettarlo, in quel momento non erano in grado di sottoscriverlo". "Il nostro auspicio - ha aggiunto - è di riuscire ad arrivare nei prossimi mesi a un accordo che soddisfi le richieste di tutti".

LA SICUREZZA DI ISRAELE

Un accordo con l'Iran servirà a proteggere Israele in modo "più efficace", ha continuato Kerry durante la sua visita negli Emirati arabi uniti. "Quello che stiamo facendo proteggerà Israele in modo più efficace", ha detto Kerry, cercando di rassicurare l'alleato, contrario alla firma di un'intesa con Teheran.

LE ACCUSE DELL'IRAN ALLA FRANCIA

La Francia è invece sotto accusa oggi sulla stampa iraniana, che addebita al ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, il fallimento dei negoziati di Ginevra sul nucleare di Teheran. "La Francia ha rovinato la sua immagine a Ginevra", ha scritto il quotidiano Teheran Times, sottolineando come i colloqui tra le grandi potenze e l'Iran si siano arenati di fronte all'intransigenza di Parigi. "Signor Fabius, non dimenticheremo", titola invece sulla prima prima il quotidiano Hafté-Sobh, affermando che gli iraniani "hanno assaltato la pagina Facebook" del ministro.

"Signor Fabius, gli iraniani non dimenticheranno la vostra animosità - ha scritto un utente, citato dal quotidiano - a quanto pare siete diventati la marionetta di Israele e Arabia Saudita e avete soddisfatto gli estremisti iraniani". Un altro utente ha accusato Fabius di aver "sostenuto Israele e di aver lasciato gli iraniani sotto il peso delle sanzioni, che li privano di farmaci e prodotti alimentari".

Secondo il quotidiano Iran Daily, uomini di affari iraniani hanno deciso di "rivedere i loro rapporti" con i loro colleghi francesi e di trovare "partner più degni di fiducia".

Anche per il quotidiano economico Donayé Eghtessad, vicino al governo, "la Francia è la grande perdente dei negoziati di Ginevra". "La normalizzazione dei rapporti con l'Occidente ci sarà prima o poi e allora il sabotaggio della Francia certamente non farà i suoi interessi", ha sottolineato l'economista Moussa Ghaninejad.

Sul quotidiano riformatore Etemad, un analista ha criticato "l'atteggiamento non diplomatico della Francia", affermando che "in caso di fallimento di un accordo, sarà sicuramente la Francia a perdere".

I negoziatori iraniani non hanno puntato il dito contro Parigi per il mancato accordo, ma sulla sua pagina Facebook il ministro degli Esteri, Mohamed Javad Zarif, ha scritto ieri che "era possibile raggiungere un accordo con la maggior parte dei membri del gruppo 5+1, ma (...) una delle delegazioni ha avuto qualche problema".

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