Venerdì, 30 Luglio 2021
Mondo Israele

Come funziona il Ben Gurion di Tel Aviv, "l'aeroporto più sicuro del mondo"

Controlli già prima di entrare in aeroporto, check point per accedere al parcheggio, agenti in borghese, telecamere e interviste di sicurezza per studiare le reazioni dei passeggeri. Così Israele l'aeropotro di Tel Aviv, dove transitano in media 14 milioni di passeggeri l'anno

Immagine di repertorio

Liste di passeggeri controllate prima del volo, check point per entrare nel parcheggio e nell'atrio, agenti in borghese che controllano tutto e interviste di sicurezza per accedere alla registrazione d'imbarco.

Funziona così l'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, crocevia di una delle aeree più calde del mondo, dove ogni anno transitano in media 14 milioni di passeggeri. Il principale scalo israeliano è considerato tra i più sicuri, grazie a un suo rodato protocollo di sicurezza, come ricostruisce Fabio Scuto su Repubblica.

I tempi della sicurezza al Ben Gurion sono lunghi, ma non proibitivi e spesso inferiori a quelli di molti scali europei e nordamericani. In giorni normali l’intera trafila può durare mezzora, in quelli di punta per vacanze o festività il doppio

Il personale ha accesso alle liste dei passeggeri 24 ore prima del volo ed esegue controlli incrociati con quelle di persone "sotto sorveglianza", mentre tutte le auto dirette all'aeroporto vengono fermate e i passeggeri controllati, mentre agenti in borghese osservano tutto. L'ingresso in aeroporto è "filtrato" dalla security in divisa.

Il "grande fratello" monitora tutto grazie a un sistema di telecamere, ma è fondamentale l'osservazione umana: gli "occhi" della security vanno costantemente a caccia di incongruenze, atteggiamenti e posture insolite. I passeggeri vengono incanalati in apposite corsie, dove al termine delle quali si ritrovano davanti gli addetti alle "interviste di sicurezza", un questionario che serve a controllare il comportamento e le reazioni del passegero. A quel punto, superato il colloquio, si arriva al check-in e poi, superato il metal detector, alla Polizia di Frontiera, che timbrerà il passaporto e consentirà l'accesso all'atrio delle partenze. 

"Usa e Europa combattono la guerra di ieri, spendono somme folli in sistemi di sicurezza hi-tech e poco nell'elemento umano", dice Shlomo Har-Noi, a capo di una società che dà consigli su come proteggere infrastrutture critiche in mezzo mondo. "E poi - conclude - si concentra sul prendere una bottiglia d’acqua da una vecchia signora, non potrà mai trovare esplosivi"

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