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Lunedì, 16 Maggio 2022
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Gli aiuti e il ritorno con una famiglia da salvare: il viaggio in frontiera del vicesindaco lombardo

Ha guidato il furgone per ore insieme a un assessore e alcuni accompagnatori

MEDYKA (POLONIA) - Sono partiti dall'Italia con un furgone e con un van trainato da un'auto. Dall'Italia a Medyka, un nome finora sconosciuto ai più, ma tristemente noto negli ultimi giorni per essere una delle principali "porte" attraverso cui gli ucraini, in fuga dalla guerra, vanno verso l'Europa. La frontiera tra l'Ucraina e la Polonia, nel cuore della Galizia e a poche decine di chilometri da Lviv, è in questi giorni un crocevia fondamentale del viaggio disperato di centinaia di migliaia di profughi. 

Lei, Anna Pizzini, e lui, Roberto Mascherpa, sono rispettivamente vice sindaca e assessore di un comune lombardo, Tavazzano con Villavesco, provincia di Lodi. Si sono affacciati alla frontiera di Medyka, insieme ad alcuni accompagnatori, per portare aiuti all'Ucraina. Scatoloni pieni di viveri di prima necessità, vestiti, medicinali. Il frutto di una gara di solidarietà lanciata dalla stssa vice sindaca nel suo territorio, con una incredibile partecipazione da parte dei cittadini. Così, il 2 marzo i due sono partiti e, dopo una notte in Polonia, giovedì 3 marzo si sono avvicinati alla frontiera.

L'obiettivo non era quello di attraversarla, bensì di attendere l'arrivo dall'Ucraina della figlia di una donna migrante che vive proprio a Tavazzano. Molte donne sono in fuga dall'Ucraina, ma lei preferisce aiutare "dall'interno" come può e più che può. Anche consegnare medicinali e altri beni di prima necessità è un modo per essere patriottici e difendere il proprio paese.

Il ritorno: accompagnano mamma con due figli

Li abbiamo incontrati mentre, con la loro piccola "carovana" dal grande cuore, arrivavano verso i poliziotti polacchi di frontiera. Sono stati fatti accostare per attendere l'arrivo della ragazza, che è apparsa dopo diverso tempo. Dall'Ucraina le ore di attesa per uscire sono parecchie. Finalmente la consegna è stata possibile. Ma non è finita. Perché ad un certo punto si è avvicinata una donna con due ragazzini. I suoi figli. Aveva in mano un telefono con una chiamata attiva e lo ha dato alla vice sindaca. Dall'altra parte un'altra donna, in perfetto italiano, l'ha implorata di trasportare la mamma e i figli almeno fino a Milano. La loro destinazione finale sarebbe stata Napoli. Naturalmente la risposta è stata positiva e così la donna al telefono ha "tradotto" la bella notizia a quella mamma che, già al di là della frontiera, cercava un modo per raggiungere l'Italia. Così la "carovana" di ritorno è stata più numerosa. 

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