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Giovedì, 11 Agosto 2022
Mondo Serbia

Il Tribunale dell'Aja scagiona Milosevic per i crimini in ex Yugoslavia

La Corte Penale Internazionale per l’ex Jugoslavia ha scagionato Slobodan Milosevic dalle responsabilità per i crimini di guerra della guerra bosniaca 1992-95

BELGRADO - Sono passati 10 anni da quel 15 marzo del 2006 quando a Belgrado davanti a cinquantamila persone si celebrava il funerale di Slobodan Milosevic, l'ex leader della Serbia che fu al potere nel decennio del sanguinoso tracollo della Jugoslavia. Dieci anni fa i suoi fedelissimi in strada gridavano il loro atto di accusa contro il Tribunale penale internazionale, gli Usa, l'Occidente in genere che in un coro unanime lo definirono il “macellaio dei Balcani” paragonandolo a Hitler. 

Dieci anni dopo nel marzo 2016: condanna il Tribunale penale internazionale per la Jugoslavia condanna a 40 anni  Radovan Karazdic, capo dei serbi di Bosnia per il massacro di Srebrenica e i crimini compiuti durante l’assedio di Sarajevo, ma con la stessa sentenza rileva come non esistano prove contro Milosevic: un’assoluzione irrituale e postuma, ma un’assoluzione a tutti gli effetti di un presidente eletto più volte dal suo popolo, morto tra le sbarre dopo sei anni di detenzione

Il magistrato coreano O-Gon,  prima di scrivere le motivazioni di condanna per Karazdic, era anche tra i giudici che stavano processando Milosevic. I magistrati internazionali hanno fatto il loro lavoro in tempi lunghi perchè l’indagine era estesissima: enormi le implicazioni politiche che essa comporta. Nella sua sentenza del 24 marzo, il tribunale che processò Milosevic sottolinea come non ci siano “prove insufficienti” al fatto che Milosevic fu favorevole "al piano di espulsione dei musulmani bosniaci e dei croato-bosniaci dal territorio della Bosnia preteso dai serbi".  Una posizione fumosa che non lascia spazio ad una imbarazzante riabilitazione postuma. 

La stessa sentenza, a più riprese, ribadisce, citando documenti, l’esistenza di divergenze sostanziali tra Milosevic e Karadzic in diversi passaggi cruciali della tragica crisi. Dice la sentenza che Milosevic si oppose alla decisione della costituzione della Repubblica Srpskaja. Milosevic, fino alla fine, cioè fino all’inizio dei bombardamenti della Nato sulla Serbia, aveva cercato un accordo con gli occidentali e che fu la signora Albright che decise che quell’accordo non dovesse essere siglato.

Ufficialmente Milosevic morì per un attacco di cuore dopo 5 anni di detenzione e due settimane dopo che il Tribunale gli aveva negato il permesso di essere curato in Russia, come aveva chiesto. Morì nella sua cella, l’ex presidente jugoslavo, tre giorni dopo che il suo avvocato aveva inviato una sua lettera al Ministro degli esteri russo, in cui diceva di temere di essere avvelenato.

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