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Lunedì, 4 Marzo 2024
L'attentato / Israele

Alessandro Parini, quando rientra in Italia la salma e il giallo del proiettile

Resi noti gli esiti dei primi esami condotti sul corpo del giovane avvocato romano morto nell'attentato di Tel Aviv. Già a Roma gli amici che erano con lui e che si sono salvati. Saranno sentiti dai carabinieri. Cosa sappiamo finora

La salma di Alessandro Parini, il giovane avvocato l'italiano ucciso nell'attentato di Tel Aviv dovrebbe rientrare domani a Roma. L'atterraggio del volo di Stato che riporterà il corpo di Parini è previsto nel primo pomeriggio a Ciampino. Parini era arrivato a Tel Aviv da poche ore per una breve vacanza quando, venerdì sera, è stato travolto dall'auto lanciata dall'arabo-israeliano Yousef Abu Jaber sulla folla. Un gesto deliberato, un attacco terroristico secondo quanto emerso.

Fonti della polizia di Israele, citate da Haaretz, confermano che sul corpo di Parini non sono stati trovati proiettili - inizialmente si era detto che l'attentatore avesse anche imbracciato un'arma - ma consistenti ferite alla testa e alla schiena compatibili con il violento impatto con il veicolo. 

La famiglia di Abu Jaber ha continuato in questi giorni a sostenere la tesi "del colpo di sonno" ma secondo la stampa locale la polizia esclude del tutto l'ipotesi dell'incidente stradale sostenendo invece che Abu Jaber abbia agito in "modo premeditato" con l'auto lanciata contro la gente sul lungomare. Le fonti della polizia israeliana - citate dal quotidiano - hanno chiarito che le indagini mostrano che Abu Jaber ha guidato direttamente dal suo luogo di residenza, Kafr Kassem, fino al lungomare di Tel Aviv ad alta velocità. Questo - secondo le fonti - rafforza la posizione che sia stato un attacco terroristico e che Abu Jaber intendese investire gli israeliani che camminavano sul lungomare. Il guidatore - ha spiegato la fonte della polizia al quotidiano "ha rapidamente manovrato tra i blocchi di cemento (sui marciapiedi) per raggiungere di proposito la pista ciclabile e colpire quante più persone possibile. Mentre guidava all'impazzata - ha aggiunto - ha intenzionalmente accelerato e ha colpito un gruppo di persone. Ha poi continuato ad accelerare e ha colpito ancora un altro gruppo". TelAviv foto LaPresse AP Photo-Ariel SchalitParini non era solo al momento dell'attentato. C'erano altri italiani. "Abbiamo sentito il rombo dell'auto che ci è sfrecciata accanto", hanno raccontato. Uno degli amici di Parini è rimasto ferito ed è stato operato a una gamba. Sono comunque tutti già rientrati in Italia. Giunti a Fiumicino, sono stati portati via senza che potessero essere visti dai tanti cronisti presenti.

Gli amici di Alessandro Parini saranno sentiti dai carabinieri del Ros probabilmente già martedì 11 aprile. La procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine: i pm del gruppo antiterrorismo della Capitale, coordinati dall'aggiunto Michele Prestipino, hanno ricevuto una prima informativa da Ros e Digos. Si procede per omicidio, attentato con finalità di terrorismo e lesioni.

Alessandro Parini
Intanto a Roma, a casa dei genitori di Parini, c'è un lento pellegrinaggio di amici e familiari stretti nel dolore. Gesti di solidarietà arrivano anche da Tel Aviv.  Le tre bandiere - israeliana, italiana e britannica - sono state proiettate sul maxi schermo della manifestazione in corso per protestare contro la riforma giudiziaria del governo di Benyamin Netanyahu. È comparsa anche la scritta "We stand together".  La cantante Noa - interprete della canzone del film di Benigni "La vita è bella" - è salita sul palco ed ha detto alcune parole in italiano. "Stiamo piangendo con gli amici e la famiglia di Alessandro Parini, vittima del terrorismo e della situazione in Israele. Per me era importante dire due parole in italiano". 

"Il governo e il popolo di Israele sono a lutto per la morte di Alessandro Parini, cittadino italiano, che è stato ucciso in un assassinato terroristico venerdì sarà sul lungomare di Tel Aviv da un maledetto terrorista". Questo il necrologio è apparso oggi sui giornali israeliani. Il governo e il popolo di Israele "partecipano allo strazio indicibile della famiglia colpita".  

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