Domenica, 25 Luglio 2021
Dramma / Georgia

Trovato morto nel suo letto il cameraman picchiato brutalmente alla marcia Lgbt

Alexander Lashkarava, 37 anni, cameraman dell'emittente televisiva indipendente Pirveli, in Georgia, è stato trovato morto nel suo letto domenica. E' stata aperta un'inchiesta per fare piena luce sul decesso. A inizio settimana era stato vittima di un'aggressione feroce

Le immagini dopo il pestaggio. Il cameraman è morto giorni più tardi ed è stata aperta un'inchiesta per appurare le cause del decesso. Fonte foto: Twitter

La sua foto dopo il pestaggio brutale aveva scosso le coscienze. Poi è arrivata la più drammatica delle notizie: è deceduto. Era stato aggredito lunedì da una folla violenta di manifestanti anti-Lgbt: Alexander Lashkarava, 37 anni, cameraman dell'emittente televisiva indipendente Pirveli, in Georgia, è stato trovato morto nel suo letto domenica. E' stata aperta un'inchiesta per fare piena luce sul decesso. 

Lashkarava era stato ferito e trasportato in ospedale ma dopo le cure del caso era stato dimesso, in settimana, e stava trascorrendo la convalescenza a casa. Ieri il drammatico ritrovamento del suo corpo senza vita.

Alexander Lashkarava è morto giorni dopo il pestaggio

Nel giorno della marcia oltre 50 giornaisti e operatori dell'informazione erano stati selvaggiamente picchiari: la marcia per i diritti gay prevista a Tbilisi era stata annullata, per il timore di scontri. In migliaia sono scesi in piazza per chiedere le dimissioni del governo: erano in 8mila fuori dal parlamento per chiedere le dimissioni del primo ministro Irakli Garibashvili, considerati di non aver fatto abbastanza per evitare le violenze.

Reporters sans frontières (RSF) ha condannato gli attacchi, affermando che i giornalisti "hanno riportato ferite che includevano commozioni cerebrali, ustioni e fratture". Ha accusato le autorità di "passività colpevole" e ha affermato che la polizia non è riuscita a proteggere i giornalisti. Il ministero degli interni georgiano ha dichiarato domenica in una breve dichiarazione che è stata aperta un'indagine sulla morte di Lashkarava. Eminenti personalità e dirigenti televisivi georgiani hanno accusato il governo di Garibashvili di aver orchestrato una violenta campagna contro i giornalisti. "Il governo non solo incoraggia la violenza contro i giornalisti, è parte della violenza", ha detto all'AFP Nodar Meladze, redattore della tv Pirveli. Le accuse sono molto pesanti: "Il governo ha istituito gruppi violenti per attaccare i media indipendenti", ha detto, aggiungendo: "La polizia antisommossa ha ripetutamente preso di mira anche i giornalisti".

Due anni fa, era il giugno 2019, la polizia antisommossa aveva ferito 40 giornalisti che seguivano una protesta antigovernativa. Garibashvili ha affrontato forti critiche da parte dell'opposizione e degli attivisti per i diritti dopo essersi espresso contro lo svolgimento della marcia del Pride, descrivendola come "inaccettabile per un ampio segmento della società georgiana". I critici hanno accusato il partito al governo Georgian Dream di sostenere tacitamente gruppi omofobici e nazionalisti. Gli Stati Uniti e l'Unione Europea hanno condannato gli attacchi ai giornalisti e chiesto il perseguimento dei responsabili. "La sicurezza di ogni giornalista georgiano e la credibilità della democrazia in Georgia richiedono che ogni individuo che ha attaccato cittadini e giornalisti pacifici debba essere identificato, arrestato e perseguito a norma di legge", si legge in una nota dell'ambasciata statunitense.

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