Domenica, 25 Luglio 2021
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Alfie come Charlie, la famiglia in lotta per tenerlo in vita

Il bimbo di 18 mesi è in coma a causa di una misteriosa malattia e  i medici dell'Alder Hey Children's Hospital di Liverpool hanno chiesto all'Alta Corte di poter staccare la spina. Una vicenda molto simile a quella del piccolo Charlie Gard

Alfie Evans insieme ai genitori (Foto da Facebook)

Una vicenda diversa, ma un destino simile. La storia di Alfie Evans ricorda molto quella di Charlie Gard, visto che mamma Katie e papà Thomas stanno affrontando una battaglia legale per tenerlo in vita simile a quella combattuta dai genitori di Charlie. Il piccolo Alfie, di soli 18 mesi, è affetto da una rara e misteriosa patologia, che i medici non sono riusciti a decifrare. Ma adesso la sua vita è appesa ad un filo, visto che i medici dell'ospedale dove il bimbo è ricoverato, l'Alder Hey Children's Hospital di Liverpool, hanno chiesto all'Alta Corte inglese per "staccare la spina". 

Una decisione che i genitori non vogliono neanche prendere in considerazione, come hanno ribadito ai media britannici: “"Stiamo vivendo un incubo. Avevamo trovato un ospedale in Italia disposto ad accogliere Alfie”.La situazione del bambino è stata presa a cuore da moltissime persone, che hanno espresso la loro solidarietà supportando il gruppo nato su Facebook “Alfie's Army”

La malattia

L'incubo di Alfie Evans è iniziata nel mese di dicembre 2016. Il piccolo è in coma, ma i medici non hanno ancora capito esattamente da cosa sia affetto. I genitori stanno cercando ovunque ospedali in grado di fare una diagnosi certa, ma il tempo stringe e per i dottori dell'ospedale in cui è ricoverato non ci sono più speranze.  "Pensano che la vita di nostro figlio sia inutile - ha scritto  il padre di Alfie su Facebook - Abbiamo bisogno di tutto il vostro supporto".

L'esercito di Alfie

Intanto la pagina Facebook aperta per supportare Alfie ha raggiunto oltre 30mila utenti, con migliaia di post che vengono scritti ogni giorno a sostegno del piccolo e della sua famiglia. La speranza è che si possa capire al più presto di che malattia si tratta, in modo da poter trovare una cura. Il gruppo ha anche organizzato una raccolta fondi per aiutare i coniugi Evans a sostenere le visite mediche.

La decisione dell'ospedale

Secondo quanto ha raccontato Thomas Evans, padre del piccolo, la decisione dell'Alder Hey è arrivata dopo mesi di discussioni tra famiglia e ospedale: “Non stanno dando una chance a nostro figlio, lo stanno ignorando”. “Perché dovremmo portarlo in un hospice quando c’è un ospedale disposto ad accoglierlo?Un dottore si è offerto volontario, voleva capire meglio la situazione di nostro figlio, ma i medici dell’Alder Hey si sono rifiutati di parlare con lui”. 

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