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Domenica, 2 Ottobre 2022
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La donna accusata di aver ucciso le due figlie piccole in casa. La chiamata choc al 911: "Le hai affogate?"

A lanciare l'allarme è stato il padre, Jaykwon Singleton, che ha trovato le bambine senza vita in soggiorno. La donna ha detto agli agenti che qualcuno ha messo lì i corpi per incastrarla

Una donna di 26 anni, Amanda Sharp-Jefferson, è stata arrestata a Las Vegas con l’accusa di aver ucciso le sue due figlie, Lily e Rose Singleton, rispettivamente di 1 anno e due mesi, in circostanze ancora tutte da chiarire. Come si legge in un rapporto del Metropolitan Police Department, l’omicidio sarebbe avvenuto nella mattinata del 6 novembre. La polizia è stata avvertita con una chiamata arrivata al centralino del 911.

Las Vegas, donna accusata di aver ucciso le due figlie di 1 anno e 2 mesi

Quando gli agenti sono arrivati sul posto, un appartamento di Sierra Vista Drive, hanno trovato i corpi esanimi delle due bambine accatastati in un angolo del soggiorno. Secondo l’emittente Ktmv Las Vegas, a lanciare l’allarme - alle 12.15 - sarebbe stato il padre delle due bimbe, Jaykwon Singleton, che era appena tornato a casa dal lavoro. Durante la chiamata gli agenti di polizia avrebbero sentito l’uomo chiedere alla moglie: “Che cosa hai fatto? Li hai affogati?”. Singleton ha detto agli inquirenti di essere uscito di casa la sera prima intorno alle 19.30 e che la situazione sembrava tranquilla. Quando è tornato si è trovato davanti all’orrore. Amanda Sharp-Jefferson è stata portata in una stazione di polizia e successivamente arrestata con l’accusa di duplice omicidio.

donna uccide figli nevada-2

Ktmv scrive che di fronte agli agenti si è comportata in un modo “bizzarro” tanto che non è escluso che al momento del presunto omicidio fosse incapace di intendere e di volere. Stando alla sua versione, la donna avrebbe trovato i bambini privi di vita in soggiorno dopo essersi svegliata, ma anziché chiamare i soccorsi ha deciso di fare una doccia.

Ai poliziotti ha giurato che quei bimbi non erano suoi e che erano stati messi lì da qualcuno che voleva “incastrarli”. Non solo: avrebbe anche riferito di aver visto un film i cui protagonisti guadavagno soldi vendendo parti del corpo di persone uccise. Un racconto agghiacciante, ma allo stesso tempo sconclusionato. L’udienza preliminare del processo è stata fissata per il 24 novembre.

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