La storia di Amani, la dottoressa (premiata) che gestiva un ospedale sotterraneo

Il Consiglio d'Europa ha deciso di assegnare il premio 'Raoul Wallenberg' ad Amani Ballour, una pediatra che dal 2012 al 2018 ha gestito un ospedale “nascosto” in Siria

Amani Balloru in una foto pubblicata su Facebook nel marzo del 2018

Una grande forza di volontà e il desiderio di salvare più vite possibile, nonostante dal cielo piovano bombe e proiettili. Un coraggio fuori dal comune, quello di Amani Ballour, pediatra siriana che ha gestito dal 2012 al 2018 un ospedale sotterraneo, nella Ghouta orientale, in Siria, e che adesso si trova rifugiata in Turchia. La donna è riuscita con il suo impegno a salvare centinaia di vite durante il conflitto siriano, motivo per cui Consiglio d'Europa le ha assegnato il prestigioso premio 'Raoul Wallenberg'.

La storia di Amani Ballour: da sempre al servizio dei più deboli

"I diritti dell'uomo e la dignità delle persone non sono un lusso da tempi di pace. La dottoressa Amani Ballour è un brillante esempio di empatia, virtù e onore che possono fiorire anche nelle peggiori circostanze: nel bel mezzo della guerra e della sofferenza", ha detto Marija Pejinovic, segretario generale del Consiglio di Europa. Da giovane pediatra appena uscita dall'università, Amani si è subito offerta come volontaria per curare i feriti e, qualche anno dopo, ha guidato una squadra di circa 100 persone nell'ospedale sotterraneo, ribattezzato 'la Grotta' nella sua città natale, Duma, vicino la capitale siriana Damasco.

 "La Grotta è diventata un'oasi di speranza e sicurezza per molti civili assediati. Lì, la dottoressa Ballour ha messo a rischio la sua incolumità per aiutare coloro che avevano più bisogno. Insieme ad altri, ha lavorato giorno dopo giorno per salvare la vita di tanti, compresi i bambini colpiti dagli effetti delle armi chimiche", ha aggiunto la segretario generale.

Premio  'Raoul Wallenberg' per la dottoressa Amani Ballour

Dopo aver lasciato la Siria nel 2018, Amani continua oggi ad aiutare le persone attraverso il suo impegno per una fondazione che sostiene le donne dirigenti e il personale medico nelle zone di conflitto. La cerimonia di premiazione si svolgerà venerdì 17 gennaio alle 16 presso il Consiglio d'Europa, e sarà seguita dalla proiezione del documentario del National Geographic 'The Cave', che ha ricevuto una nomination agli Oscar 2020. Il 17 gennaio ricorre il 75esimo anniversario dell'arresto di Raoul Wallenberg a Budapest. Il diplomatico svedese usò il suo status per salvare decine di migliaia di ebrei dall'Olocausto. 

Il premio è stato istituito nel 2012 dal Consiglio d'Europa su iniziativa del Governo svedese e del Parlamento ungherese per perpetuare la sua memoria e le sue imprese eccezionali. Il vincitore del premio, al quale vanno assegnati 10mila euro, è selezionato da una giuria di sei persone indipendenti di riconosciuta autorità morale nel campo dei diritti umani e dell'azione umanitaria e che a loro volta sono nominate dal segretario generale del Consiglio d'Europa, dal ministero degli Esteri svedese, dalla Municipalità di Budapest, dall'Istituto Raoul Wallenberg di Lund, dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) e dalla famiglia di Raoul Wallenberg.

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